Rassegna storica del Risorgimento

1806-1815 ; NAPOLI ; FRANCIA
anno <1930>   pagina <68>
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68 <MM. fflbitét.
Italiani, quelli almeno Iella Cisalpina, erano tìinlmatì da un sentii mento comune* l'avversione contaro lo straniero. Verissimo! I fatti penò, dimostrarono che questtavversioue aveva i suoi Sìniiti, i quali i delineavano non appena, per conseguire la libertà e l'indipen­denza, Cosse stato necessario rinunciare a preminenze e sacrificare interessi in nome dell' unita* sia pure, almeno! all'inizio, sotto la spinta francese. Da ciò si vede quanto sia stato difficile l'attuazione del problema unitario, .quale il grande Esule di San Gasciano so­gnava, e sperava di vedette almeno iniziato, tre secoli prima eie-Mi Pallilo GÀrso .; varcasse le Alpi.
Si può quindi, dopo tali constatazioni, ìdpettóifri con semplici­smo- iUtàegno di qualsiasi discussione, l'accusa che Napoleone gg credette, n!pn volle o; non seppe compiere l'unità italiana? Del re­sto. : smentire tale accusa*, si -potrebbe ricordare quanto si legge nel Memoriale di Sant'Elena, dettato al Generale Montholon: feufces les organisations d'Italie étaient provisoires. Napoléon vonlait fai re de cette grande peninsule une seule puissance . Vero è elle colui, elle parlala così, era il vinto di Waterloo : ma noi non possiamo negare che suo supremo intendimento, per quel che ri­guarda Italia, fosse quello contenuto in dette parole, solo perchè M itempo gli impedì di compierlo (85).
Se pertanto quattordici illustri -Haìiani; gli rivolsero, durante il primo esilio, quel generoso appello, che egli accolse con entusia­smo sincero,, pei1' la redenzione della Patria italiana ; se Gioacchino Murat, prima di lanciare da Rimini il famoso Proclama del marzo 1815: ;fer la guerra '.di liberazione della Penisola, indMzzò all'impe­riale cognato calde parole, per indurlo, a chiamare gli italiani a conquistare con le proprie forzl'unità nazionale; se gli ingegni più illuminati e gli animi più ardenti sperarono sempre da lui, egli è perchè conoscevano l'animo di quel Grande ed avevano letto in esso il fermo intendimento di risolvere, conforme ai principi di
(.85) Tale se'inbrainl Po.pinioue anche dello Znuoliui (Antonio Aldini ed i suoi tempi, Firenze, 1S07),, tì quiilé nella Nota 2 del Iàhi?o li uosi aderte: <i Quello, che Napoleone nel primordio della sua potenza aveva' detto ad Al­dini, ei ripeteva 11 2G gennaio del 1821... Napoleone diceva quel di al dottore Àntoiun archi aver voluto da prima con leggi uniformi sradicare le disparita , le discordanze sorte firn gl'Italiani a causa delle divisioni antiche, poi for­male dalle Alpi al mare una nazione sola, Ubera, Indipeudente; capitale atonia ed il suo Becondogenlto Re. Oosl nelle memorie dettate a Montholon dichia­rava che rigenerare la patria italiana, riunire gli Italiani tu una nazione sola, indipendente, .era 11 trofèo ch'egli intendeva d'inalzare alla sua gloria.