Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; DEMOCRAZIA ; DEPRETIS AGOSTINO ; PARTITI POLITICI ;
anno <1930>   pagina <107>
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ineéanzlDni. rvoglio in quei gioi'ni (uttMffe ifttttj ucedft in Li­guria un mveuimenM:che doveva avere gramii ripeimssìcHiJ neljpaeS'* e nei parlamento, provocand." al governo nuovi e ita<à attacchi da parte dell'opposizione. Giuseppe Garibaldi,, Beflluee. dalla: gloriosa difesa di Roma, dopo essere uiii-aeolosaniente sfuggito, nella sua straordinaria fuga afetiwerso. la penisola, alile ricerche di quatta esercitai- appena sbarcato nel libero territorio pieiaoutese, veniva ar­restato uà Chiavari e condotto sotto buona scorta a G-enova, sempre per gl'immaginari perìcoli che il governo di Torino credeva d'incon­trare;, permettendo al clifeusore di Koma dì ritornare nella sua terra rigine. Il fatto suscitò com'era naturale, svariati commenti : il Municipio di Chiavari invio ai Parlamento subalpino una petìzioutì per ottenere l'immediata liberazione del generale, onella seduta del 10 settembre 18) i deputati Eattazzi. TaleiÀijfy Moia, Mel-ianaj Chenal e Tosti presero occasione da questo fati per stigma­tizzare la politica intelaia dei ministero. JM qnell'o'coàione 11 De<-pretis presentava il seguente ordine del giorno : La .amerà disap­provando la condotta del ministero riguardo al generale Garibaldi, richiamando all'osservanza dell'art. 20 delio stesso Statuto passa air-l'ordine del giorno)): ma poco dopo* avendo il Brofiferio proposto un altro ordine del giorno redatto in l'orma più violenta e più recisa, (nel quale si dichiarava' l'arresto di Garibaldi un delitto contro lo *!itutc~e là nazionalità, italiana), il Depretis ritirava la sua mo­zione ed appoggiava; quella del veemente tribuno torinese poiché in essa vedeva che la (questione era portata a tutta quell'altezza alla qnale dev'essere elevata in questa Camera una questione che .ri­guarda il prode Garibaldi nel quale è personificata la più pura in­dipendenza Italiana* 0)*
iCfSapprovazione di inesf ordine del giorno da parte della Ca­mera fu un aperto biasimo dei metodi dellia polìtica) interna del mi­nistero, la cui posizione divenne, ogni giorno più difficile e più in­albile, mentre la sinistra ne ritrasse ardire per combattere con mag­giore accanimento il trattato di pace con l'Austria. Dopo lunghe discussioni essa incaricava Carlo Cadorna di proporre alla Camera l'approvazione del trattato, a condizione però che si fosse prima provveduto con apposita legge alle sotti degli emigrati lombardo-
(ffi) Atti del Pari. Subalpino, tramati ,Ùel 10' settembre 119, 111 I .glslaturn. ' Vedi aneUe E discorso di Depretfs del 30 noVeml?a 3892, in. 4- Dv.itmtU - Di-.,JM! wmwmrukirL voi. TV. j> 2 u seguenti*