Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; DEMOCRAZIA ; DEPRETIS AGOSTINO ; PARTITI POLITICI ;
anno <1930>   pagina <118>
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'la iterili, dotti! inizioimlttn,, del dìrittsi in nmm{k If Macia siut nurcii wiiM; dtoe E Màulo dellaaolniilsnLQ> la negaioM dd li­beralismo, E Stórno aife<peuj iamftófóore' ti WHthb.. 'étmeesàamt ititi resto errata, ma che tuttavia infurino lttegginmciito degli uomini polìtici italiani del partito di sinistra, i quali riponevano la Uììn piena fiducia nella Francia di Victor Hugo, di Arago, di iJe Flotte, quasi che la FtìMèfà repabbltcamt e là Gl'ancia reazionaria aon eojstir Olissero un'unica nazione concorde in tuia politica estera cliati-uisteo)., e diretta ad impedire la formazione di grandi init, amzào-nali. tanto nell'lSnropa clfeaiéj, quanto nel bacino del Mediterra­neo. Ma questo lato della poStica francese sfuggiva ai troppo idea­listi .democratici italiani, che solo si prooGnpa;van<> dello sviluppa della crisi che travagliava la Francia, da "tre anni; la quale crisi fa-era prevedere, nel suo ormai prossimo scioglimento, che la 2ìta zionc irancesfe pome disse Victor Muro in un suo discorso xìgfe tato dal Progresso} un bel mattino 8 sarebbe sveglia fioli'e'* gaio di un imperatore senza essersene punto avveduta . Mia gl'i av-venimenti di Franciaj "che da soli occupavano intera colonne nei giornali torinesi, non distraevano, ma anzi ravvivavano le lotte poli­tiche in Rjemoute: acuitosi il dissidio tra Stato e Chiesa, la sini­stra (ormai pura ), chiedeva al governo la soppressione degli in­numerevoli privilegi goduti dal clero piemontese ? l'incameramento da parte dello Stato dei beni ecclesiastici, era divenuto uno dei po­stulati del programma dell' opposizione. Quanto aila libertà d'insfc-gnamento, Lorenzo Valerio ed Angelo Brofferio, con le loro inter­pellanze sulla politica ecclesiastica del luinistero-j, provocarono; 31 noto discorso del conte di Cavour (20 novembre 1851), nel quale l'al-lora ministro del commercio, dichiarava a nome del d'Azeglio (in quei giorni ammalato) che il ministero avrebbe gradatamente ap­plicato la teoria del libero insegnamento, in rapporto però, con le condizioni :del paese, <la poGgs PRùto dal più rigido assolutismo.
opposizione poteva VIPSÌ /.eoxÉenta ; almeno in materia dipo* litica ecclesiastica, le sue idee erano in i>uona parte accettate dal ministero, e l'idea della separazione tra Stato e Chiesa cominciava a farsi strada in Piemonte; pnrtuttavia, a misura che la reazione s'avanzaya in Francia, la sinistra cercava, a sua Tolta, di far accettare dal governo U minimum del suo programma (rin scendo quindi ad ottenere maggiore liberta di stampa e di riunione), prima che l'assolutismo francese desse la mano a quello austiiacù p:iP sofl?oea;ive le istituzioni liberali pienmnteKi. l depurati di itì-