Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; DEMOCRAZIA ; DEPRETIS AGOSTINO ; PARTITI POLITICI ;
anno <1930>   pagina <132>
immagine non disponibile

13*
OoatmzQ'. Mamltll
Al principio del 1853 le condizioni dell'Italia non nolo non erano mutate, ma nemmeno lasciavano sperare in mi prossimo av­venire migliore ; permaneva in Lombardia il dispotismo militare au­striaco con tutti i suoi rigori e le sue brutali conseguenze, mentre l'assolutismo più rigido trionfava nel resto della penisola. L'astro piemontese, da poco sorto, non brillava ancora della sua fulgida luce, e il conte di Cavour era ancorai ilgìi inizi del suo grande pro­gramma nazionale. Quindi si spiega come a molti Italiani, dentro e fuori della penisola, la rivoluzione paresse l'unico mezzo per risol­vere la questione italiana. Tale era l'idea che Mazzini aveva sempre propugnato, e che in quei momenti difficili tornava a propugnare con maggiore entusiasmo, riuscendo cosi a trovare in molti giovani dei degni seguaci ed esecutori dei suoi arditi progetti. Fin dal 6 ottobre 1852 egli, scrivendo a "Giovanni Acerbi, tracciava il programma della fntura insurrezione italiana che> scoppiata nel Milanese, avrebbe dovuto propagarsi nelle altre parti d'Italia: ma per organizzare ed armare le forze rivoluzionarie, occorreva molto denaro e Mazzini in­dicava all'Acerbi due ricchi signori Lombardi, Ala Ponzoni ed Àr-naboldi, come i soli che potessero far tutto (3), ripromettendosi poi di scrivere a questi per ottenere il loffo concorso alla sua im­presa. E a Giovanni Grilenzoni, il 29 ottobre, dichiarava essere per il momento necessario concentrare ogni azione sulla Lombardia, riaf­fermando ancora che la questione unica è ora il denaro per voi e per noi (4). In Lombardia esisteva, come tutti, sanno, una vasta or­ganizzazione repubblicana, che dava molto da fare alla polizia au­striaca, le cui retate riempivano le prigioni di cospiratori; per altro gli arresti eseguiti dall'Austria non rallentavano, ma affretta­vano l'opera dei mazziniani, i quali, specialmente nel secondo se­mestre del 1852, intensificarono la preparazione alla rivolta, che, scoppiata a Milano, sarebbe divenuta generale in tutta la Lombardia. In Pavia, importante città per la -vicinanza del Piemonte e per essere sede universitaria, fin dal 1851 lavorava alacremente un comitato
nuòve piazze che riuscirono di tanto vantaggio nella guerra del 1850, furono dife­se dal mio amico Melisma ; ricorderò anche che il partito clericale, avverso al mi­nistero Cavour, fu dalla sinistra fieramente combattuo. Confesso che forse avranno servito meglio II Paese coloro che si sono messi al lato del conte di Cavour, ma lo obbedii ad Tina convinzione sincera, e non mi pento di aver se­guita quella via...
(3) Mazzini : Borita M. ad In., voi. (edla. nnz.) XLVHI - Epistolario, voi. XXVI, pag. 18, lettera MMMOOOLXXIV : Mazzini a C. Acerbi, 0 ottobre 3852.
(4) Mazzini. ;op. ett. lett. MMMOCOr/XXTv" - Londra. 29 ottobre 1852.