Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; DEMOCRAZIA ; DEPRETIS AGOSTINO ; PARTITI POLITICI ;
anno <1930>   pagina <136>
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si aggiunga il suo carattere, eae lo rendeva esitante di fronte alla azione senza elle prima non ne avesse ponderato il prò ed il contro, le probabilità di riuscita o d'insuccesso, r* si vedrà che la partecipa­zione del Depretis al moto del 6 febbraio si riduce all'aiuto finanzia­rio da lui prestato, ed al favoreggiamento della preparazione del moto, senza però nutrire la fiducia clic questo modificasse sgtìt-mente la situazione italiana. Lo stesso Saffi si dichiarava alieno dal fomentare improvvidi cimenti ,. deciso solo ad invocare il consiglio e l'opera dei buoni in attesa delle soprastantì, eventualità, non prevedendo quindi come egli stesso confessa fcjj streme impazienze dei milanesi . * La verità è che, malgrado i processi di Mantova é la mancanza di unità d'azione tra J cospiratori, Maz­zini proseguiva nella preparazione del moto, del quale aveva già fis­sata la data. Le sentenze del 7 dicembre avevano inasprito l'animo dei cospiratori e degli emigrati in Piemonte, i quali erano addirittu­ra in uno stato di crescente esasperazione. Annunziando all'Acerbi .le dolorose notizie che venivano da Mantova, Gaetano Sacchi così scriveva il 13 dicembre 1852 da Stradella : Eppure a costo dì una avventataggine, di uno sproposito, doveasi qualche cosa- adempiere. Il nulla noi l'odiamo, balziamo dalla parola al fatto j :-il colpo d'ini­ziativa sarà buono e giunga da qualunque parte della nazione sven--tnratissima. I direttori temono forse dell'azione per la quale sa­ranno giudicati... ; e due giorni dopo allo stesso Acerbi ripeteva: Ritieni ctie se io scrissi a costo di uno sproposito, di fare e fare, scrissi per farti mteiier( .1 bisogni uìEgeniissiiiiìn e come sia facile trarre partito da uno scoppio d'ira vasta generale, e come sia quello sproposito, che io desidero, generatore delle grandi rivoluzioni. (15) Tali erano le risoluzioni di quei generosi, nei quali il Mazzini ripo­neva le sue più sicure speranze; essi lavoravano, d'accordo col Mae atro e con i numerosi emigrati lombardi residenti nell'Otrepò pavese (come il Malocchi, il Griziotti, il Chiassi)., nel preparare un movi­
ci volgendosi a Cavallotti die, commemorando Oberdan. aveva accennato al fatti del 6 febbraio) sono di un'altra natura: si tratta di uu assassinio poli­tico. Porse verrà un tempo - - soggiungeva specialmente -se la -Clamerà vorrà darmi un benigno congedo, ch'Io potrò rovistare nel mio archivio privato che è tenuto discretamente in regola, e rettificare molti urrorl in cui s'incorre nella nostra storia politica ... Il Breganze dichiara pero'--; foj. clt., pag. !} che di quell'archivio e di quegli atti noi non vedemmo he usammo giammai.
(14) Saffi, op. dt., pag. 36.
(15) Lettere di 6. Sacchi ad Acerbi del 18 e 13 dicembre 1852, pubblicate in Lazio, / Martiri di Belfiore, dia. 1805, voi. 11. awe.-ix,. pag. 270 Nota 1 e 2.