Rassegna storica del Risorgimento
1860-1869 ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno
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1930
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pagina
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144
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dato collii Olnasa, appunto purché , come nAeva va il Dpretis, ito ma si è piò di una volta rassegnata a subir? 1 fatti compiuti, ma uon dh'fu addotto un solo tutto di qualche importanza che dimostri! Bontà proclive a discendere agli accordi, prima che iieu le si presentassevo come una radedluabile necessitA . Poiché la curia, romana subisce i fatti non abbandona mai i princittii 51 Depretis uon crede che: il Piemonte possa conservare 1 suoi ordinamenti civili e le sue leggi ecclesiastiche d'accordo con la OMesa ; ciò costituirebbe. una eccezione in favore nostro a tutti i precedenti della storia... sarebbe una specie di miracolo, ed io non eresio, che gli ammonimenti iene ci dà ta storia, ci possano persuadere che la corte di Roma farà questo miracolo a favore del sistema tenuto dal nostro ministero ; chiede quali siano le intenzioni del conte di Cavour riguardo alle promesse riforme ecclesiastiche, le quali non potranno neppure essere presen tate finché durino le trattative con Romo. ed accenna quindi, a proposito della riduzione dei bilanci, alle gravi condizioni finanziarie dei nn paese, come il Pieni onte. dove siamo costretti a contrarre dei pre-sinÉLva un tasso gravoso; dove abbiamo ancora un'imposta immoralis-sima come quella del lotto, dove abbiamo molte fra le nostre impo ste indirette, che sono progressive solo a danno della miseria .
Nò la situazione internazionale, così gravida di eventi, consiglia il Depretis a riporre la sua fiducia nell'opera della diplomazia proprio quando gli Stati di primo ordine abbandonano le trattative diplomatiche ed i protocolli per correre alle armi , e si veda dappertutto ' i bilanci della diplomazia diminuire ràpidamente, e all'incontro le missioni diplomatiche affidarsi ai comandanti delle flotte e degli eserciti, ai generali di divisione, ai capi dello stato maggiore .~-
E' inutile quindi perder tempo in sterili trattative diplomaticha-con la corte di Roma : meglio sarebbe, secondo il deputato di Sinistra, impiegare questo tempo... a compiere le riforme che sono-tanto e tanto giustamente desiderate dal paese , riforme che n<ìff; potranno essere avversate né dalla Francia, poiché 51 Piemonte aspira a conseguire quel medesimo aspetto che fu da esso conquistato nella gloriosa rivoluzione del 1789 , nò dall' Inghilterra, la quale deve gran parte della sua potenza e delia sua grandezza alla liberta di pensiero e alla riforma religiosa .
L'esempio della Prussia, che, prostrata dal colosso napoleonico, potè, riformando i suoi ordinamenti sociali, riprendere il suo posto sui campi di battaglia e riconquistare il suo rango fra le grandi potenze .,..è per il Depretis un incitamento ài 'governanti del Piemonti-