Rassegna storica del Risorgimento

1860-1869 ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno <1930>   pagina <151>
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dronfc a venverser le niinistère eli à prendi': lace. Oes deus iwrfe Chereheut 4 exploite? Ja questio des impòts nlms fe but surtout ée me demolir : e riconosceva, eoe, per quanto wi ijiuseisero affatto a creargli degli imbarazzi, tuttala ces atta'ques cóuttuùellésj qui ont un fondenient reel, finiBseut -par user les plus coriaces . (29>
All'apertura della nMva JJGSSÌOJL' {our ' prevedeva-éhe questa non sarebbe stata afffaèto itetìrrascosa AvreaKw- scrìveva n. Ì30 ot­tobre al Lainarnioi-u una certa dose di declmoasàoni di Yatoc!i; Sineo e compagni, ma queste sono poco eliieaj èssopà* griderà contro la guerra. I fulmini dell' opposizione sono riservati sul mU*? capo. Spero che nom riusciranno a farlo piegare. (30) Durante il primo semestre del 185U, ] 'opinione pitòlica piemontese l!u occupasi interamente dalle vicende del Congresso di Parigi, attendendone an­siosamente i * MS ni tati ed iKvantaggliidie sarebbero venuti alla causa italiana- Il .eonte; L Gavoni* tornò invece da Parigi e da Londr.t dopo aver ottenuti dei successi puramente morali, tra i quali quello principale di aver richiamato sul Piemonte l'attenzione europea, fa­cendo convergere sul piccolo regno subalpino le simpatie e le spe'r ranze di molti Italiani degli altri Stati della penisola, le cui tristi-condizioni egli aveva rivelato in pieno Éougresso, destando bensì la simpatia di alcuni diplomatici stranieri, ma non riuscendo però-ad ottenere da questi nessuna formale promessa di aiuti in una eventuale guerra tra l'Austria e la Sardegna. Il conte di Cavour secondo quanto disse alcuni anni dopo Lori Cìarendon, uscì dal Congresso non solo insoddisfatto, ma anche amaramente delu­so; e per quanto il Cavour abilmente celasse questo suo stato d'Sr njmo, magnificando a voce e per lettera il trionfo della sua poli­tica, tutto ciò fu rilevato alla Camera da molti deputati che si erano opposti alla spedizione, e, primo fra tutti, da Angelo Brofferio.
Al principio del 1857 (duraute il 1856 il Depretis aveva scarsa­mente partecipato ai lavori parlamentari, dedicandosi invece agli studi economici), la situazione politica piemontese rimaneva inalte­rata. Solo il partito clericali, in vista delle prossime lezioni, dimo­strava una attività sorprendente, che finiva ;con impensiere il .Ca­vour, il quale pensava, per fronteggiare i eri, di avvicinarsi ai rossi mediante. tìamite di Rattazzi, Tu tal modo il Cavour avreb-ifrrpotuto attivare a sé il gruppo democratico puro, che avrebbe dovuto
iW) Utfc.. iStìfen, Oblato, voi. II, jpag. 845., (80) lettera GQMEÈ, itìhiniUi, ( e loco citi.