Rassegna storica del Risorgimento

1860-1869 ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno <1930>   pagina <156>
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Kon bastando quindi alle esigenze 1 poleoue ili, Perlìfe io del 26 marzo 1848,' uè la nota legge del 26 gennaio isii; che tan­ta opposizione aveva suscita nei partiti di Sinistra, il Caverà? si vide costretto a presentare alla Càmera una legge che punisse i reati di cospirazione contro la vita dei Sovrani e dei Capì di governi este­ri, e reprimesse nello stesso tempo l'apologia dell'assassinio poli­tico mediante la riforma della grafia rispetto ai reali di scampa. Cfiò equivaleva, come disse lo stesso Cavour, ad un vero colpo di stato, (39) reso più grave dal fatto clie, mentre la Camera inglese respingeva proprio in quei giorni '(8-19 febbraio) un progetto simile a quello cavouriano, presentato dal Palmerston. capo deli governo,* (il quale era poi stato obbligato a lasciare il potere), il governo pie­montese, che -taufte si sforzava di imitare, nei) metodi di politica Sins. terna e finanziaria, quello britannico, era 'costretto a cedere alle aperte minacele francesi, con grave discapito del prestigio e della li­bertà del paese. Il progetto fu presentato agli "Offici della Camera piemontese il 17 febbraio 1858, ed una commissione composta dai de­putati Castaldetti, Brofferio, Cotta-Ramusino, Mlglietti, Farina e Valerio, fu incaricata di esaminarlo ; come si vede, la maggioranza dei componenti la Commissione era costituita da deputati di Sini­stra, la quale, come aveva avversato la legge del 26 febbraio 185 cosi con maggiore accanimento combatteva ora il nuovo progetto che riduceva la relativa liberta' di stampa goduta, dal popolo pie­montese. E di questa opposizione, che si faceva ogni giorno più nume­rosa, il Cavour tanto s'impressionava d'arrivare al punto di pre­gare l'intendente di Mortara di fare pressione sugli elettori del-I'on. Cotta-Bamusino, affinchè essi cercassero, come egli scriveva, di ricondurre il loro deputato ad opinioni più ragionevoli . Dal­l'esito di questa legge, - dichiarava M Cavour dipende la sorte del ministerro, e* dico pure, finto ad un certo punto, quella del parti­to liberale. Se essa è rigettata, il ministero, disautorato dentro e fuori, dovrà necessariamente ritirarsi: chi liei surrogherà? Non cer­to Depretis, Valerio, sotto la di cui bandiera milita Cotta-Ramu­sino. -Nelle condizioni attuali d'Europa è evidente che a noi non possono succedere che uomini molto più conservatoi'ì in naia, pa>
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