Rassegna storica del Risorgimento

1860-1869 ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno <1930>   pagina <158>
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oratorio dei deputati miliiistinunli tilte; '"di una pessima causa, uè avevamo fatto quasi una buena ed eran riusnàiS a taire apparir un dìisupio legge, che ptèp indtibitaBièatè" i--t t.-iv,,. frt qua com.; un monumento eli. isatpitera.Kiii MVÌIP- .>, B passand.it l i lettamentealla critica del progettai ';tflevti con ternani ivaéf'téhe esso violila- il diritto di asilo ei profughi, abbandonandoli a'll'aJcbiftsio della po­lizia: e poiché il conte di Cavour aveva cincpsfcorni prima raanì-festato il suo dolore perchè le dottrine deUa4sasgiittio politico, pro­fessate dal Mazzini, avevano, secondo luì, trovato s n:ela penisola un terreno in certo modo preparato a riceverle , Depretis insorse contro le asserzioni cavouriane. enumerando gli attentati avvenuti in Francia dalla Rivoluzione in poi, e dichiarando altamente, tra gli applausi della Camera, ch'egli protestava contro un'accusa ri­colta alla patria, accusa che riteneva immeritata.: fi W questo soggiungeva uno dei motivi per cui mi dorrebbe che si sancisse questa legge, poiché sarebbe' come scrivere e sancire nella nostra legislazione la riprovatoli; Spia nostra putirla .
Inoltre, il progetto contemplava la repressionei non Solo dell'as­sassinio, ma anche delle cospirazioni aventi lo scopo di cambiare le forme dei governi stranieri ; quindi, secondo Wn Depretis, sarebbe atato facilissimo da pad-te dei governi degli Stati mmz ajì Piemonte. X)retendei-e dal governo Sardo un provvedimento mediante il quale la quiete e la forma dei suddetti governi non fossero né turbate né messe in pericolo. H Farini aveva, poco prima, parlato degli -altri governi della Penisola, dipingendoli come nemici accaniti di ogni civile riforma, e il Depretis ne traeva argomento per affermare: Quando i popoli sono male governati, quando la loro pazienza è esaurita, e dei loro mali è colma la misura, qual altro rimedio la storia c'insegna, e quasi consacra il diritto, se non la rivoluzione? E quando, o signori la rivoluzione scoppiasse, in che stato ci trove­remo noi che conosciamo i mal'i in finiti dai quelle popolazioni, se sa­remo con una legge legali e sfratti in quel consorzio europeo, cui accennava un onor. deputato, che avrebbe Hà> .ifenijBelaf disordine <i dei principii sociali e che sarebbe forse niènte altro che .una nuotòi -edizione della Santa Alleanza, in grembo alla- quale morrebbe at­tossicata la vostra politica nazionale <Son q;is:fea legge, o signori, voi adottate una promessa: badate che non siate condotti alle con­seguenze . Criticava poi le modificazioni previste dalla legge all'isti­tuto della giuria per i processi ai reati di stampa; questo progetto se fosse stato approvata, avrebbe abolito quasi del tutto la libertà di