Rassegna storica del Risorgimento

1860-1869 ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno <1930>   pagina <159>
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siimiiiiu, .alterando nelto sfosso rompo Porgaaìsmo cosfótrr/àouale del Viamouto::j;gassava poi ;nd esaminare niiimziosameuri' il programma politico del Presidente*di-I consigli", il quale* nel sxm precedente <li SCOINO, <ccou uno.-abilità incontestabile, aveva fatta la storia diplo­matica am Piemonte-dal 18411 in poi, cjou una vmni nm/istitfa aveva ojni'Fttto quatta storia in"! programma (Mia. sua polìtica efctei'aftfc' Il BepEeÉs riconosceva clic la guerra li 'pinK-aivasilftiiSn-tati ]IIOJ*1Ì, (che egl'i eonlossava-francamente << non sospettava 3 ina ossiwva però he. coloro i (piali approvarono la spedi/àone di Cra­nica certamente nmi l'avrebbero votata se avessero potato prevedert PmÉto die quella spedizione ha avuto ; quindi, tra l'approvazione di molli deputari, Panilo oratore rilevava clic .'nellai guerru formida­bile non; tóbternesstiaiìssinK risultato, iranno forse 'u-.'lln dì accie. SG'ere l'influenza piemontése in ICuropa e di rett(are befani; eoa-inlài Tui-cliiaaxi la quale ol resto, non fu per niente invigorirà; 4-quel che più imporri, l'asse ilo poliiico e. tiTjgjKostiJKd"l>;pa-riniaSégÉltiSl taifeì; le sue iiiirriW),*
Ma suo discgrifà pieeedente il Gannir aveva dTCTuaa.to che in­tendeva usaMiogui mezzo; :'FP": aeci'escei'e il < redito e nnfluenfcft: del Piemonte al Une ài nsairne a Ttònen'eio della, nazione italiana di cui egli si sa ri t) orzalo di migliorare lo condizioni senza ricorrere' * mezzi! jmìnwmmA pa questa parte PM progisimma ministeriale, il Depitètis aggiungeva la parte sottintesa: ch'aiuto dei nostri al­leati) .egli diceva .(gasando dilla nosira influenza. pigliando il ni.o-in.era* '.ofiportunìO:, ÉMBfrme La diplomazia non scioglie definitiva mente veruna .grande questione, flnemo la questione col!'Austria eolfaìuto dì Dio e:<M cannoni pfennontesi.... Sle.era il program-ma del mrnistcr Scanio nto della situazione del paese'.é ili gneìAig Europea,,il Bepiretìs dieliiaifa-va,dl'i rallegrarsene sinceramente col si­gnor ministro-)}; 0nio puro egli non (lisa.pprcjs'ava l'alleanza colla muj la pM-compa*fea, la pila elatied liilillfgiMiifi individua­lità nazionale che sia ài mondo >i, rilevando peiffo'ip il governo francese semi uè ipìi da qualche tempo inclina 0 si accosta verso le forme del governo assòluto. ;pKÌsiamo viHuÈ.fcnoi osiamo un lìbero paesen 33* impossibile cnn) libertà ' o, governo *w5solu siano ticjjpt senza un sentinien 1:0 di) gelosia:- la storia ce Io dimostra . Nessuno, quindi, secondo ti popcetis, avreMie poMttìMderìro all'alleanza con la Francia, qual'om ossa avesse diovrito1-porfiaev [come sua prima conse-jrinajga, la limitazione delle libertà costitnzlomiili iu lHemouttk
el ÌiS2' proseguiva- VoratojfMn: Seguito ad avvenimenti, cui