Rassegna storica del Risorgimento
1860-1869 ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno
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1930
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pagina
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160
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ci eranolestranei, e sui quali non dobbiamo portare giudizio, una del le nostre libeÉtftflùne olfea-T noi ÌS08,.in seguito ad avvenir meuti ai quali pure siamo estranei e- sui. quali ci asteniamo dai portare un giudizio, un'altra legge ci. ìene presentata eie lede-, la nostra libertà. Signori, se è impossibile difenderei da questo sospetto., è pure impossibile approvare senza resiBÌoni, in. questa parte, la politica estera diiininistero). la quale, secondo il Depwjtis, manca di fondamento essenziale cioè, non è accompagnata da una saggiai uni mi uis trazione del paese, che, come Te ultime elezioni dimostim-no, domanda la correzione delle leggi difettose e l'introduzione- Mt nuove riforme .
Signori ministri , concludeva l'oratore, e;per la fsta dello Statuto voi sapeste presentane alcune delle uili r-iforme -Ite da tanto tempo reclamai il paese., per esempio una riforma della Cassa ecclesiastica (poiché è la prima discussione che viene dopo questa), e la riforma amministrativa da tanto tempo desiderata, io vi assicuro che se voi presentente non una sola, che sarebbe poco, ma entrambe queste riforme, verrebbero a rannodarsi intorno alliuV *0Jiafè-proposte, tutte,a!iefe Merin oggi scomposte, del partito liberale.
Il conte di Cavour replicò ben due tolte jalle critiche del Depré> tis; nella stessa sedulta del 21 aprile, il primo ministro alni mente elogiò il discorso dell'avversario il quale, quantunque non preparato,. ha saputo in ima brillante orazione rivolgere una gran èQpia di fe gomenti contro le varie partì della legge j ma nello stesso tempo-il Cavour dichiarava che la legge del 1852 non aveva recato una grave ferita alla libertà di stampa, poiché i giornali estremisti, sia. repubblicani che clericali, avevano potuto proseguire la. loro carriera. Il Cavour però taceva, a bella posta, sugli effetti politici della nuova legge, e si limitava a promettere vagamente di presentare- in un'altra sessione un progetto di riforma amministrativa quanto poi alla riforma* della Cassa ecclesiastica il; giorno dopo W* Cavour dichiarò di non rinunciare alle più ampie e piti radicali riforme in materia ecclesiastica, respingendo però ogni tentativo dì incameramento dei beni del clero. Queste dichiarazioni non soddisfecero la sinistra, che; continuò, durante1 .il resto della discussione,, a combattere gli: articoli del progetto legge, (il progetto era stato? approvato il 23 aprile con 130 voti favorevoli e -29 contrari), mirando soprattutto a togliere IMuframettenza governativa nella scelta dei giurati. Tale era la tesi, sostenuta dal Depretis e dal Gastaldetfi i quali, in due lunghi discorsi, proposero il 23 aprile l'adozione del