Rassegna storica del Risorgimento

1870-1871 ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1930>   pagina <168>
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fiolitico. CUò san avvenne in. Btajiltìij. e-l'opinione pnObfo oMw pie* IMI libertà di (stMtóare a suo agio gli atti del governo, ma in quel momento un simile progetto legge appariva mi alcuni del feijtto li fberttcitìa.
Il Rattazzi, rendendosi conto dell'impressione prodotta sui de­putati dal progetto eavouriano, s*a!Pfrettó a proporre la convoca isìoiic della Camera alle ore ti'e dello stesso giorno, giustificando la urgenza del provvedimento in seguito alla grave situazione- politico-militare clic attraversava i 1 Regno di Sardegna ; in due soie ore sa­rebbe quindi mancato il tempo di esaminare profondamente gli ar­ticoli della legge, di valutarne la portata- nel campo politico e; "co­stituii onale, e di preparare le critiche inevitabili che la sinistra avrebbe rivolto al progetto. Certo il conte di Cavour temeva il rin­novarsi dei soverchi entusiasmi, nVlle manifestazioni incomposte e inconcludenti e delle discordie li programmi clic tanto avevano con­tri Imito al cattavo esito della guerra dell'indipendenza nel 1848. Egli temeva il ripetersi di quell'anno fatale che a lui, consideratore solo della fredda realtà dei fatti, era sembralo la seontitta delle dotériJ-oe basatesi sull'insurrezione popolare; voleva quindi che, nel mo­mento in cui s'iniziava la guerra contro l'Austria, la aziona m stringesse attorno al suo Re, senza discutere, passando sopra, in ca­so ve ne fosse stato bisogno, ad diritti che le garantiva M Statuto Tale sarà in sostanza il pensiero di Cavour per tutta la durata della guerra pensiero che è espresso chiaramente nella famosa lettera al governatore di Milano del 13 giugno 1859... Iffous ne sommes plus n 184.8, nous n'adm.ettons aucune discussion... Ne tenez aucun com-pte des sensations de ceux qui vous entonrent. Le raoindfe acte de tfaiblesse perdrait le gouvernement... (4,4)
Il conte di Cavour forse esagerava nei timori di possibili :-, ehauffourées quarantottesche ; il momento e le condizioni psico logiche erano ora diverse da quelle del 1848, e il senso politico del po­polo subalpino avrebbe di certo impedito il rinnovarsi dei disordini <Lel marzo 1840; però la Sinistra non condivideva i timori del Ca­vour.,., e forse nemmeno era convinta della necessita di una simili-legger Èo dimostra il fatto che il suo più autorevole rappresentante. Agostino Dcpretàs, subito dopo la proposta del frattazzi, chièse ila parola pregando il Presidente della Camera di voler lasciare nuVig
(4i) Ifcettern ai Cavour ni VigUmU, govwnàtora dì Mflano, Glilrtlit é. ITI.