Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; AUSTRIA ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA
anno <1930>   pagina <305>
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La diplomazia Francese e Austriaca 395
de-rato generalmente nocivo a lei stessa, ostacolerà, tatti i propa­gandisti esteri ai quali non si poteva negare ospitalità per le leggi del Paese. E il Re Luigi Filippo che. con trarla to dall'immensa massa popolare vedeva quell'aspirazione Farsi sempre più < Idara attraverso le trame livoluzionarie, fece tutto il possibile per opporsi al loro sviluppo. Molta differenza v'è dunque tra la politica fraucese e quella atmtroàea rispetto all'Italia. Mentre la Francia, nelle cui terre nu­merosi emigrati ordivano la trama meravigliosa che doveva portare alla libertà del popolo italiano, esercitava su li essi una stretta sorveglianza. l'Austria ,non pensava che alla loro completa compres­sione, poiché, non potendo sopprimerli, l'indipendenza d'Italia si­gnificava per lei la perdita del dominio del Lombardo-Veneto e cosa più grave il trionfo del principio di nazionalità, preparazione scien­tifica alla sua caduta.
Ei fatto di Bologna sebbene piccola cosa in sé,.fece gran rumore. Carlo Alberto indignalo, da Racconigi scriveva al Solaro della Mar­gherita il 22 Agosto l-Séiib I fatti di Bologna sono abbastanza gravi e mi fanno sempre deplorare e he i nostri stati non confinino con quelli del S. Padre senza di die noi potremo sempre assisterlo senza alcun secondo fine né d'ambizione nà d'ingrandimento il che vi prego di dire al Nunzio . (U)*:33l il Governo Pontificio, prevedendo il ru­more die dei piccoli casi di Bomagna si sarebbe fatto aireste; Volle dimostrare essere questi opera di contrabbandieri togliendo 'così ad essi ogni valore politico.
MeUeraaieli il canqellieÈ iiriaco 'però non la pensaauéósì ; egliat'Wlvtitoiitttì'jmpressione talmente brutta dal moto del lo agosto che si mostrò pronto ad aderire alla richiesta di armi fatta dallo.Spinola (12) al Radetzki per reprimere i probabili nuovi mo­vimenti rivoluzionari e dava "notizia di ciò all'Incaricato d'Austria a Parigi. Tale dispaccio era stato li-ito dal Nunzio a Vienna (13) il quale aveva la convinzione che dalla Cancelleria austrìaca si era data troppa importanza ad un fatto isolato eiiliiii'-nte; represso, il quale anziché ingenerare soverchi e intempestivi allarmi era servito piuttosto a dimostrare sempre più chiaramente l'impotenza della
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