Rassegna storica del Risorgimento

RADICATI DI MARMORITO AUGUSTO ; GUERRA 1848-1849
anno <1915>   pagina <560>
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aient ignorò le prósence lei de ces deux ónergnmènes, car il les auraleut mis eu pièees et c'eut ótó un pen trop ! Le pauvre Roi est malade, dit-on, ce pendant il part domain pour Alexandrie.
rin**e anno 1848; / miei tempi di A. B ito muuo, Torino 1889-1895 ; e A, BEoren-RIO, Storia del Parlamento Subalpino, Milano, N. Battezzati e C, 1866.
In lett. LXXYI 0. E. Lamarmora accenna al solo Brofierio : Oe matin est arrivò Brofierio ; nombre d'officievs se sont réunis et ont ótó l'attaque?;; Us. Ini en ont tant dit qu'il s'est rembarquó à la bàte sana demandar audience à S. M., corame il en avait l'interition ; au reste il n'auraU pan èie recu, . Del fatto s'oc­cupò particolarmente il giornale del Brofierio, da cui trarremo qualche notì­zia, non perchè la cosa avesse grande importanza in sé, ma in quanto può va­lere a dimostrarci meglio quale fosse lo stato d'animo dei soldati in quel mo­mento, e a quel pnnto di scoraggiamento e d'esasperazione dovessero esser giunti per trascendere a tali atti.
Il Messaggero torinese, il 9 agosto 1848, n. 64, p. 256, ci dà notìzia della par­tenza e dello scopo della missione : La mattina del giorno 8 é partita per il Quartier Generale a Vigevano nna deputazione del nostro Circolo Nazionale, com­posta dei signori deputati Brofierio, Dal mazzi, prof. Berti, Bertoldi ed avv. Fava, nello scopo di rinfrancare l'animo del Re ed eccitarlo, malgrado i sofferti ro­vesci di fortuna a non deporre la spada finché la sacra terra italiana sia con­taminata dalla presenza dell'aborrito nostro nemico. E questo scopo supremo dell'attuai guerra d'indipendenza verrà tanto più presto raggiunto, ora che sem­bra fidatamente potersi far conto del fraterno soccorso dei nostri vicini d'ol-tremonte. Per il ohe speriamo che gli onorevoli inviati ci apporteranno dal campo lieti (sic) e confortanti novelle. Finché batte un cuore italiano, la causa dell' Italia non si potrà dire perduta. > Il sabato poi, 12 agosto, n. 65, p. 257, pubblicava la relazione fatta dal Brofierio 1' 11 agosto al Circolo Politico Na­zionale di Torino. Ne stralciamo i punti pia salienti. Non potrei con accon­cie parole rappresentarvi, dice il B., il miserando spettacolo, che ci si affacciò per tutta la via, di famiglie proscritte, di cittadini erranti, di soldati disgre­gati; quelle a torme a torme, col pallore sul volto, collo lagrime agli occhi, colla disperazione sulla fronte ; questi laceri, affranti, sfiniti, in sembianza piut­tosto di larve uscenti dal sepolcro, ohe di guerrieri militanti sotto italiani sten­dardi tante volte vittoriosi. Ci siamo fermati alquanto a Vercelli, dove con­versammo con parecchi ufficiali. Da tutti raccogliemmo dolorose notizie dei campo, e tutti convenivano in questo : ohe né soldati, né officiali volevano più saperne di guerra, perché senza fiducia nei loro capi, da cui dicevano essere stati condotti al macello. Giunti a Novara le notizie divennero più gravi e più, affliggenti. Non si vedevano che soldati e officiali dì Piemonte e di Lombar­dia confusamente sparsi ; non si vedovano ohe fuggiaschi di tutti i paesi colle mogli, colle madri, coi pargoletti, che oi ricordavano amaramente i casi di Porga e i disastri della Beresina... Cammin facendo, mi veniva in mente che per alcune opinioni da me espresse alla Camera e nei fogli pubblici avrei po­tuto trovare al campo non lieta accoglienza... Appena entrati in Vigevano, potemmo scorgere dalle espressioni e dai gesti di alcuni officiali che si trova­rono al nostro passaggio, ohe non eravamo i benvenuti.... Rimasto solo nel-Palbergo, udiva poco stante uno strepito nella via. Mi affacciai al balcone e !f8i gran numero di officiali che inveivano contro un nostro collega, prenden­dolo1 In fallo-per l*av v. Brofierio. Fatti accorti dell'errore salivano essi nella