Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; SETTIMO RUGGERO
anno
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1930
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503
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rrionale in con 1 apposizione ad im altro nell'Italia Meridionale, si era toisonuna bei lontani dal concepire 1" unità e l'indipendenza di tutta* la nazione sotto nu comune sovrano dell;, dinastia sabauda. Meno che- mai in Sicilia, dove vi si opponeva qnel vivo sentimento locale, diverso da ogni altro regionalismo, che fu il Sicilianismo. forte di una gloriosa tradizione autonomista e separatista, pei* oltrepassare la quale occorrerà molto tempo e si dovranno superare grandi difficolta.
Ed ecco intanto l'anno dei portenti
Il 12 gennaio '48. Palermo insorgeva ed il governo borbonico cedeva all'impeto della forze popolali. A diligere ed a guidare le sorti della rivoluzione, fatta; m massima parte dal popolo, furono (Ida muti i liberali moderati,, è Ruggero Settimo fu il capo del: governo Provvisorio. Le altre città del risola seguivano l'esempio di Palermo, meno Messina che lottava con tutte le sue forze per scacciare defiinìf-f] tivamente le truppe regie. Gli accordi tentati tra il ,oèrno Provvisorio e Napoli, di cui si fece mediatrice l'Inghilterra, riuscirono vani ed il 25 marzo, dopo trentatrè anni, il glorioso parlamento sfe oiliano tornava a rinnirsi nella chiesa di San Domenico; il 26 Set-Tiiìio veniva acclamato Presidente del Regno.
Però il non aver accordato il potere esecutivo, al capo fu nn grande pi'ore cui la sor delìav tóvoiiHBìne .d'ovàfi jèptiie I' 3p?a> ste conseguenze. Iia Sicilia indipendente cominciò subito a preudc-. rè contattò con le potenze straniere, alle quali fece conostiérè le decisioni prese ciK-a la decadenza del Re. Il 13 aprile infatti il Borbone veniva proclamato, decaduto principalmente np opera di Settimo e di Stabile; la scelta per il nuovo i*e ergE0 ntonicnto rimandata Ma per il governo sorgevano nuove difficoltà e nuove preoecufe pozioni, sia di carattere esterna;,, dovute alla troppa fiducia posta nelle garenzte diplomatiche inglesi, sia di carattere interno, per le frequenti crisi ministeriali e per gli atti/iti; personali stabilitisi tra gli uomini giunti al potere. Restava tuttavia il problema della .scéBai del monarca : degli stati ene potevano fornire un principe non rimanevano ohe la Toscana *Ui Piemxwtffè. Fitti còl jircvalere il consiglio favorevole alla dinastìa sabaudo*, e si. iniziarono le pratiche con la Corte di Torino, per ìnduiTe all*accetta-zione il secondo-genito di Carlo Alberto, il duca di fletteva. Le trattative parvero sulle prime volgere per fi meglio, ma, dopo gli avvenimenti politici e militari dei Piemonte, fallirono. La posizione della Sicilia era quindi