Rassegna storica del Risorgimento
FERRARA ; COMACCHIO
anno
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1930
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pagina
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549
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/ Hbemli ferraresi 549
COUCIUKU in modo ebe il li ritto di gnatfiiigione era stato confermalo, sempre/à'Spflfci, auwrdt> alte fortezze. Infatti il Governo Pontificio ed i libera li -avevano paiftleolarmenit icercato di dimostrare che V Austria non aveva, per l'articolo citato, alcnn diritto di occupare militarmente la città di Ferrara ; per le fortezze non v'era che da ricordare la protesta; del Cardinale Oonsalvi. fatta inserire negli atti del Congresso. Ma ai liberali ferraresi le precauzioni militari degli Austriaci del luglio e di-1l'agosto 184Y, avevano dimostrato con tutta l'efficacia dei fatti, quanto le sorti loro e della loro città- dipendessero da una potenza straniera e prepotente; la questione agitatasi con ardore ed a lungo è naturale che avesse esacerbato sempre più gli animi. L'esistenza della Guardia OMea organizzata aveva reso possibile il tener uniti gli elementi liberali, l'infondere in essi sempre maggior fiducia nella vittoria delle idee nuove* il convincerli clic stilla strada buona già sì era, che alla guerra ci si preparava, che anzi la guerra era la logica ed ineluttabile conseguenza dell'azione che si veniva svolgendo. Le notizie dei fatti di sangue di filano di Pavia di Padova ove erano rimasti uccisi giovani generosi, avevano acutizzato sempre piti lo sdegno ed i sentimenti di ribellione nei sudditi di Pio TX, che ormai si sentivano fratelli dei lombardi
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dall'esilio iti Francia quando era salito al pontificato Pio IX, aveva ripreso ad occuparsi di problemi generali riguardanti la sua regione e lo stato, come socio delle così dette Conversazioni economiche MóraJifc . frequentate da. 42 cittadini di Ferrara fra i più colti e più agiati, ed intorno alle quali speriamo di soffermarci più a lungo in altro lavoro. Chiamato a far parte della Con sulta, il ReccM dovette certo partire pei* Bercia pieno di speranze e di fiducia : Eppure si noti qual senso dt rammarico-e quasi idi sgomento in una. sua lettera a ;Ctrlo ìfnensjonl del 27 Gennaio 1848, lettera in cui vuole solo giu-stificare lMmpoBHihHitfi elie egli proemi un posto ad un raccomandato; .... la nostra influenza sull'opinioneì'émolta, ma sul Governo e- i Capi è nulla.., col favore!! ai un qualche1 cardinale e .tra f possibili che qualche avanzamento succeda; M Cardinali si., M noi no (l'Ciirtaiaente. Su questo .rapporto non hiso-gna farsi Illusioni... Il primo che incontraste- ier la strada, varrebbe più di me... Questa ìKisiadone imo cangiare i-gli avvenimenti che ci, incalmuo dg tutti i jalf <fi probabile 'die la facciano cangiare. Finora dal Capai infuori ninno sosteneva la Consulta, ora d sarà di più il Cardinale Bofondi clie so animato dn buone fetenzloni; Sul rapporto politico U Governo prende poche o ninne risoluzioni: 1 MuìilsMi non sono afa; portata degli avvenimenti. Tutto eInaeriio, e lasciato In bnliu dèi destino Noi abbiamo fatti molti voti, finora non ef al e risposto che a inello delta legge degli impiegati: la pubbli-fiih è itrillt'ora una sperane: flho all'arrivo di Bofoiuli. però, speriamo, veder verificata...;)*. B dopo au :ató*nuat'iì> milite condirmi critiche del Regna delle due SicHie* conclude: 'io; libino più dal lato del Po che del Garigliano. I/O'-rfowsonte è assai denso. (ArèMvJO privato Grlllensni Ferrara; trai la cftfeffc-Bpondenssa di Carlo 'fàìenximi).