Rassegna storica del Risorgimento

FERRARA ; COMACCHIO
anno <1930>   pagina <550>
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é tJei venfetty <som, -dal reso, degli abitanti di ogni altro stato éét penisola (è}*
11 22 Marao, delle ancora imprecise notkte piante dai fp e dalla Lombardia si discuteva particolarmente fra i cittadini che frequentava1!!*) le Oonversajioni economiche morali, si prendeva conoscenza dai convenuti d'una* ffgpi bevuta dalFf,j Dionigi Zaimini da Rovigo, data lai 19 Staffo, creila quali:g èi paiv lava di agitazione del popolo e ili spavento diffusosi IVa Iffirnvioniarii austriaci (5). ffl> stabiliva fra t convenuti di indire una, nuova riu­nione, di cittadini per la mattina seguente 23 Marzo, e gi untala sera tessa del 22 la notizia, non si sa da olii recata, che Milano aveva riportato vittoria sugli austri8 ce.;tiai itioltitiuiifie di popolo d'ogni sorte, accorreva presso la porta principale della Cattedrale a Cantare il Te Dewm (6). Nella riunione del 23 mattina si discuteva senz'altro sulle nrisure da prendere pel* costringere le guarnigioni delle due fortezze a darsi prigioniere, poic;l:ev in tal modo, si sarebbs anche impedito clic portassero aiuti itile truppe dftoìÉne Po. Veniva eletta una commissione di cinque membri M, Dr. Carlo Grillenzoui, il colonnello della Civica Ippolito Guidetti, il Conte Tancredi Mo­sti maggiore della Civica, l'avv. Carlo Maya*; ;e l'avv. Francesco Pa­solini. Poco pivi tardi, a questi cinque veniva aggiunto l'avv. Fiance­
te) Carlo Mayr, ufficiale della Civica, in uu banchetto dato da questo corpo a tutte Ife armi pontificie il 17 Febbraio, dopo aver inneggiato al sentimenti di concordia e di fratellanza che tutti univano 1 convenuti nel nome di Pio IX. diceva : Ma i tèitì'p corrono veloci, gli avvenimenti Incalzano, ed in pochi giorni si consumarono fatti che era follia sperare in anni molti. Ma non ei illudiamo, non siamo cosi sconsigliati e stolti da credere che la causa di nostra nazionalità si decida e ai compia senza le prove dell'arme, senza effusione di sangue. Tutti 1 popoli- eroici suggellarono la loro redenzione col sa-uguey fi questo è il civile battesimo dei popoli risorgenti... I/arcetro dominatore, che con una mano di ferro tiene In eeppi una delle pio ridenti e piti ricche regioni della patria nostra, otte proscrizioni, col carcere durissimo represse e punì ogni nentimento, e perfino il solo pensiero di libertà, minaccioso e bieco ci guarda... Operosità, adunque, unione ed armi. Noi ed 1 fratelli d'Etrurla siamo l'avan­guardia dell'Italiano movimento... Lo stendardo di Pio e dei Principi riforma­tori, congiunti al sacro tricolore vessillo, simbolo di nazionalità e di onore, ci guiderà alla vittoria... . Discorso letto da un .ufficiale tìMuo in un Bauehetto dato dal Civici a tutte le armi pontificie nel giorno 18 febbraio 1848, (Biblioteca Comunale di Ferrara; fra le carte di O. Mayrl.
j=5) Museo del Eisorglmento di Ferrara - Carte del 1848. ;(ft) 0. O. La partenza, dei 'Gesuiti da Ferrara. Manoscritto della Biblioteca Comunale di Ferrara datato 30 Marzo 1848 - e. A. Mss. n. 540. L'autore, un Gesuita, o un fervente partigiano del Gesuiti, dando la notizia commenta Per ringraziamento di che poi???? .