Rassegna storica del Risorgimento

1860-1861 ; SAINT-BON, SIMONE ANTONIO PACORET DE ; MARINA
anno <1915>   pagina <568>
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Yarista <t aneddoti
porsi a disposizione del miniafco di S. 1. Sì marchese di Villo.-marina. L'ordine non potuto ricevere dalla VMoce perehk in navi­gazione iti passato alla 0<mfinzar alto piKhcaonoHiera dii stazione a Livorno, Vera comandata dal tenente M vascello Simone dì Saint Bon.
La pfreauooniera Oonfienza era un uov tfflMit 4jjjnave da guerra sosto: specialmente in Francia .ifca il 1S53 ed 1 1859. Là marina dì Napoleone HI n'ebbe moltissime. Durante le operanti! navali compiute dalla flotta franeo-sardti nel *o9 iti Adriatico, alla squadra dell'ammiraglio fio-main Dessfossés ve n'erano aggregate ventidue di queste cannoniere. Per quella soggezione intellettuale ohe pur troppo s'ebbe un. tempo per ogni cosa eie provenisse dalla Francia, il Piemonte imitò 'f tipi ielle Gestazioni francesi' nel riprodurre il navlio sardo. Oosì dopo la guerra. bberatriee della Lombardia sul cantiere della. Foce presso G-euova sfizio la costruzione di tre J'cannoniere: Q.Qnfitotah.V'ìmsafftiiù, Mitniiì-déllo. LP prime due feòno pronte nel marzo; dei .2-860, V ultima alla fine di questo medesimo anno. Ognuna di esse ebbe un dislo­camento di 262 tonnellate d una macchina da 00 cavaffi. Queste piro'cannoniere però, come le loro sorelle da lancia, dimostrarono COI Mito che II principio sul <fftéi tennero ooitàraite* non rispon­deva alla pratica della guerra navSIer nofi. sepa, ma per nn errore di concetto consumavano-m doppio dèi carbone calcolato. Di que­sto grave difetto se ne accorse ben presto Saint Bon civaia partito da Livorno il 2 alle 4 poni. allorché trovandosicolla Vonjìenza in ttftti diretti* m Hèssina per proseguire poi versoi VAdriatico, constatò con sua meraviglia, dato ìS1 consumo orario che faceva di carbone, d'averne soltanto per cinquant'ore di fuoco, invece che per qnattco giorni com'era indicato dal giornale di mac­china. Allora Saint Bori che con la ConUenza trovavasi all'altoa del 25 all'altezza d? Ischia deviò dalla sua rotta, entrò nel porto di Napoli e quivi, per la valida collaborazione ricevuta dal co­mandante del Tfvpolij potè rifornirsi subito di carbone e nello stesso giorno riprendere il suo viaggio.
H tempo ed il mare fino allora buoni s'ingarbugliarono e pas­sarono alla tempesta. Il 26 trovandomi scrive lo stesso Saint Bon sul far della notte nelle vicinanze dello stretto di Mes- Sina fui assalito da gran furia dì vento e di mare con pioggia e con fulmini che mi obbligò ad aspettare il giorno. La mattina