Rassegna storica del Risorgimento

FERRARA ; COMACCHIO
anno <1930>   pagina <563>
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/ liberali ferraresi 503
senso convenuto che in qualunque modo si debba restare con. Pio IX ; senza di Ini né Roma né i circondari nulla potrebbero fare. D'al­tronde Pio IX ha tante qualità eminenti che giova perdonargli le sue irresoluzioni non provenienti infine che da una. coscienza ti­morosa. L'avvenire non può egli stesso in modo alcuno cangiarlo, questo avvenire sarà, lieto se non iper noi per i nostri figli, 0 nepoti, e per V Italia (26).
(20) In (iittesim lettera il pecchi insisteva sempre presso l'amico perchè s'adoperasse a che non fosse candidato nelle elezioni... Adduceva, Innanzi tatto come giustificazione, le condizioni di salute. t diceva inoltre: a Oltracciò (quantunque afa questa una questione secondarla) un ritorno a Roma, una permanenza In essa, riuseirebbeml gravosa 0 almeno non consentanea ai miei interessi. In confidenza pure posso aggiungere ch'esso ritorno mi invilupperebbe di. nuovo in uffici, oltre a quelli della Deputazione, dal quali per mille titoli non mi par vero l'essermi potuto svincolare senza perdita della reputazione. Nella prima riunione che durerà un mese 0 due, giacché ninno vuole restare a Rama nel Luglio e nell'Agosto, io non potrei assolutamente intervenire-la mia salute non permettendolo, e per li motivi già adotti. In circostanze ordinarie ciò non sarebbe gran male, pèrche nejjjapverno si tratteranno gli affari gravi : ma come or sono le cose, la prima radunanza.sarà una costituente, e poi al giorno d'oggi chi può dire se nell'inverno prossimo vi saranno le Camere, o almeno gli stessi Deputati?... Le notìzie di qui non ve le dò perchè l'interessanti vi perven­gono prima. Di Roma vi dico solo ecc. (Archivio Grillenzoni con*, clt.). Le insi­stenze del Iiecchi perchè non venisse posta la sua candidatura faceva si che a Ferrara si determinasse un dissidio fra gli amici suol, gli uni favorevoli, gli. altri contrari alla sua elezione. SI diceva in un manifesto stampato con la data del 10 Marzo : Nell'alto consiglio di Statò il sommo Pio DX ha posto Becchi il suo prediletto. Quest'onore egli ancora noi conosce. Potrebbe rinunciarvi. Ma Pamor nostro alla sua vera grandezza, all'Interesse nostro e dello stato, anzi d'Italia intera, esige che egli non rinunci... Nella gerarchla del Governo le autorità dei Pari è la suprema pei secolari, la pia imponente, la più dappresso al Sovrano, la sola perpetua, che sostiene e rigetta le proposte della Camera del Deputati, vero sostegno degli Interessi nazionali, d'appresso al trono . (Ai ferraresi che amano Becchi e l'Italia R Tip. Bresciani - Ferrara, 19 Maggio 1848 - Btt>. Com. di Ferrara - M. F. 383-5). Il giorno dopo si rispondeva con altro manifesto : Pare che in ogni maniera non si voglia che li cittadini Ferraresi diano una manifestazione di fiducia, un attestato di riconoscenza a Gaetano RecoHi che ha si bene meritato della Patria, col nominarlo Deputato di questa Citta. Dapprima si tentò di impedire Che fosse proposto; ora con una stampa pubblicata questia mattina, si vuole insinuare che non è utile nominarlo, perchè è meglio che sieda nell'alto Consiglio. ÌA mezzi sono diversi..., ma lo scopo è sempre uno solo : Impedirne la nomina . (Concittadini ! Ferrara 20 alaggio 1848 - Tip. Taddei - Bib. Com. di Ferrara M. K 3855). D Becchi per quanto nominatoti far parte dell'aito Consiglio, ed eletto Deputato di Ferrara, non ritornava più alla vita politica attiva. Eppure non aveva che 31 anno e non bastano a spiegare ciò le sue condizioni di salute non eccèllenti. Forse, se il Becchi fosse stato di tendenze meno conciliatrici, avrebbe tratto dall'esperienza fatta durante la partecipazione sua al Governo la conseguenza logica dei liberali sudditi del papa alla fine del 48 e nel 49: avrebbe agito malgrado e contro Pio DI. In lui invece l'alletto per la persona di Pio IX generò l'eccessiva indulgenza per il principe pontefice.