Rassegna storica del Risorgimento

FERRARA ; COMACCHIO
anno <1930>   pagina <566>
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r. l'aniiyentfi
Siccome pero èva d'uopo procedere sai, at-iii od a flinioslruzioul die riehife-j devono pubblicità d'apparecchio e di mezzi, ed era pur necessaria la presenza hi Ferrara di truppa regolari, e di qualche artiglftysii*, la Cutntulssdnne si presentò al Oapo del Governo, onde fargli riconoscere l'universale desiderio daglre ostilmente contro i Forti di Ferrara e di Cornacchie, le risoluzioni già prese, le fondate lusinghe d'esito favorevole, ed il progetto delle operazioni da eseguirsi. Chiudevano il loro discorso quei cittadini osservando trattarsi di cose d'importanza vitale per lo Stato Romano non solo, ma per la Lom­bardia e per Venezia, e per l'Italia tutta, e si offrivano, caso die 11 Governo non tenesse prudente d'avocare a afe impresa,. ! è coraggiosamente dirigerla, l'assumere Mitro sulla loro personale responsabilità, coprendo con il loro capo il Governo, da cui poi intendevano doversi ripromettere ogni favore ed ogni segreta oc-operazione.
U Preside Governativo commendo eoiumu mente l'Umor patrio di quel citta* lini, mostrò dividere le loro speranze e tutto approvò e promise.
Si spinsero subito le cose con più vigore si determinò di fare un blocco formale interno ed esterno della fortezza di Ferrara; si mandò un Ufficiale di Stato maggiore Civico a Comaechio, per prendere i concerti opportuni con quei éfttadini, o dirigere le relative operazioni ; si fecero istituire dei -corpi di volontari nei paesi adiacenti, onde Impedissero ogni corrispondenza, ed approvvigionamento, o concorressero a quelle operazioni che fossero occorse.
Si ottenne che una batteria Svizzera assieme ad un battaglione di fanti venisse diretta fino a Ferrara, onde guarnire colia prima le barricate più irdportanti che sarebbesi costruite nell'attuare il blocco del forte e potessero gli altri, nel caso di serio conflitto tra 1 cittadini ed il presidio austriaco intervenire e prendervi parte importante ed efficace.
Nel giorno successivo alla venuta degli Svizzeri, ossia nel giorno 24 giun­gevano in Ferrara alcune colonne di volontari Bolognesi e Romagnoli coll'ln-tendimeoto di cooperare essi pure alla presa della fortezza. Ma come non era operazione da compiersi, in un giorno, e mancavano artiglierìe da battere in brec­cia, e sarebbe stata stoltezza pensare ad un'assalto nella deficienza dei mezzi e materiati ocortenti, quando meglio di 30 bocche da fuoco guernivano ì bastioni del forte e bombe e munizioni d'ogni genere vi abbondavano, dopo pochi se ne ripartirono.
Le cose intanto procedevano felicemente per quanto al forte di Coiuucchio. Quel Comandante e quella Guarnigione privi di ogni rapporto e corrispondenza con la fortezza di Ferrara, da cui dipendevano, stretti da un blocco che rendeva vieppiù precaria e pericolosa la loro posizione lasciarono conoscere che quando Al fosse presentato un corpo di truppe regolari munito di artiglieria avrebbero capitolato; Fu scritto subito al Preside Governativo di Ravenna perchè facesse