Rassegna storica del Risorgimento
CASATI SACCHI ELENA
anno
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1930
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pagina
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574
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S74
C'orlo Volpati
Questo ritorno non fu accolto dal Quadrio con piacere' gH sembrava (come egli stesso dichiarò scrivendo ad Elena il 3 gennaio) che una nuora barriera- si frapponesse tra loro : gli sembravi quasi ohe Elena andasse un'altra volta in osi Ilo. pejr molto tempo lo consolò il pensiero (12) iém avrebbe avuto occasione di rivedere Elena, quando ella nel corso del suo viaggio, avrebbe fatto tappa a Genova; che Elena non compì il suo viaggio per mare- come forse in un primo tempo aveva decìso, bensì per terra.
Giunta iu Italia nella seconda quindicina di febbraio o ai primi di marzo, si stabilì a ConiOi Portava' iM1. ifipfia d'esilio chiùso nell'animo insieme col mesto rimpianto della madre perduta ìì ricordo, soffuso d'affettuosa simpatia, d'un giovane treutenae., medico-e patriota: il dottor Achille Sacelli di Mantova, che ella aeva conosciuto due anni prima a Zurigo, ospite nella casa materna, quando egli era riparato fuori d'Italia, sfuggendo alla forca di Belfiore. Il fiero giovane, che ancora soffriva d'una ferita idi gnomi ià~ portata a Roma combattendo nella difesa del ') agli ordini di Garibaldi, che per essa lo aveva chiamato, il medico che sii fttt :. aveva gettato nel cuore di Sena il germe d'un affetìjtii :'dktò aOn dovevat più spegnersi. Quel sentimento fu per lei, in Mfuel periodo di tempo., mentre il dolore pei' la perdita della raadre: e 51 distacco da persone: e luoghi cari, le stringeva l'animo, un raggio di luce.
Ili Como Elena trovò ospitalità nella casa d'uno, aào materno,. Francesco Riva*, divenuto, dopo la morto, di Luisa, anche suo tutore Era un?eccellente persona, d'ottimo cuore e tale era pure sua moglie, donna Sana De Orchi, che a quelle virtù aggiungeva ima loquacità impressionante. Uà Jfote contrasto spirituale si delineò però ben presto tra Elena e gli ài : di quanto quella spiccava per .idee larghe e indipendenti, per fervido amor di patria- e di libertà.:.;, di tanto questi erano caratterizzati dall'ossequio supino al dominio dello straniero, dalle idee retrive, dall'avversione alla politica, specialmente per i rischi ad essa inerenti, così che consideravano i patrioti teste calde, dalle quali era bene tenersi lontani per vivere in pace*. Erano due mondi in netta opposizione. E' facile immaginare con quale stupore e con che aria di .scandalo e anche con quanta paura*
(12) Ciò si desume dalla lettera di lui ad Mena in data 7 tMHe, 1850-