Rassegna storica del Risorgimento
CASATI SACCHI ELENA
anno
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1930
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pagina
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575
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vera P propi-ia. i due vecchi 21 .scoltassero certe dichiarazioni, osservassero certi gtteggiamenti di pensiero della nipote e vedessero giungere ad essa lettere di provenienza oscura, sulle quali certamente gli sguardi della polizia erano indugiati pieni di cospetto; Al contrasto delle idee politiche s'aggiungeva, ancora ipiù aspro e tormentoso, quello dei sentimenti e della condotta religiosa. Di quanto gli sai erano eredewtii, fermamente attaccati alla loro fede, inaccessibili a qna..t.siasi dultiùOj scrupolosi e zelantissimi nelle pratiche esteriori ; di Tanto Elena era sciolta da ogni tradizionalismo nel considerare il dovere religioso e il cattolicesimo e aliena dal tradurre in determinati jafàH esteriori l'impeto Éél m gpMto verso l'arcano.
Era intollerabile, peccaminoso, ai più alto grado per 1 coniugi .Riva il modo spregiudicato col quale Elena pensava e parlava di cattolicesimo e di preti; in nessun modo potevano ammettere il suo assenteismo dalla chiesa. Si preoccupavano in. particolare delltì-11 asso, a loro avviso esiziale, che l'esempio di Elena poteva esercitare sulla ancora quindicenne; Alina. Volevano che quella, se non poteva *avivare in sé una fede ormai spenta, almeno compisse gli atti esteriori del culto., salvando le apparenze. Se neppure questo avessero jpotuto ottenere* parevaIO.CÉCsarebbero stati in dovere di chiudere Alina in collegio o in convento. Il dilemma fu posto un giorno (il 10 aprile) alla nipote nella forma più esplicita, od Elena, prendendo una risoluzione che già. da tempo il disagio morale in cui viveva e le pressioni cui doveva sottostare andavano in lei preparando < che ora il desiderio di evitare alla sorella la clausura definitiva-mente maturava, rispose dichiarando che avrebbe lasciato la casa degli zii e sarebbe andata ad abitare sola altrove. La decisione riempì 4i costernazione i coniugi Riva.: per quanto non significasse una l'ottura di rapporti, che la reciproca benevolenza perdurava fra gli zii e la nipote, essi non potevano non considerare senza viva apprensione la -.condizione d'isolamento di Elena, per i pericoli cui ella poteva trovarsi esposta e per gli infiniti pettegolezzi e le malignazioni cui avrebbe dato luogo. Per indurre la nipote ad abbandonare quella risoluzione e a decidersi a cambiare il proprio contegno in fatto di religione e pratiche del culto, pensarono di ricorrere all'aiuto d'un vecchio amico di famiglia che era anche un uomo di grande dottrina e autorità: Cesare Oantù.
U Oantù, che dal .1.828 al 1832 aveva abitato in Como, insegnando nel ginnasio e che. stabilitosi a Milano, assai spesso veniva a Como