Rassegna storica del Risorgimento

CASATI SACCHI ELENA
anno <1930>   pagina <576>
immagine non disponibile

57<> Carla Volpali
pia- coltivare le molte amicizie, aveva frequentato la casa di Luisa Riva Casati, aveva conoscili io Elena bambina ti s'era talvolta anche occupato di dirigerne gli studi. Anch'egli aveva sentito il sottile fascino della gentile fanciulla e s'era vivamente interessato di lei, senza trovare però da parte di questa alcun ricambio di simpatia. Per tale rapporto d'amicizia, per l'autorità che egli godeva e per la sua religiosità, parve alio zio il migliore ausiliare, di cui valersi nella difficile impresa di convertire Elena. Il Canta, officiato a tale compito, fece la sua parte. Ma le sue perorazioni, per quanto insi­stenti e calde di premura paterna, non fecero breccia nelPanimo di Elena, che rimase incrollabilmente ferma nei suoi principi è' nella sua decisione. Tanto meno naturalmente fu possibile ottenere da Elena che si adattasse ad a TU IMI- a messa, a confessarsi e a compiere le altre pratiche cattoliche o almeno a farne vista per dar il buon esempio ad Alina. Troppo grande erano, in lei la dirittura d'animo, il bisogno di sincerità, l'avversione alle ipocrisie, piccole e grandi, perchè potesse prestarsi alla parte che si voleva imporle. Io faveto, non faccio vista di fare dichiarava ella stessa. Non ho motivo di pentirmi del mio passato e non lo farò apparentemente : e per amore delle convenienze non protesterò contro l'educazione e i principii che ho approvati e ricevuti, da mia madre. Mi piace agire secondo le mie convinzioni le quali non pregiudicano né infasti- discono nessuno, perchè le tengo per me, e non me ne faccio missio- nari a lasciando agli altri ipiena libertà di pensare a modo loro... . Capiva d'altronde che l'assumerg l'atteggiamento desiderato dagli zii non avrebbe servito allo scopo : l'Alina aveva bastante discerni­mento per capire che la sorella ; se si piegava, s'era piegato, per pura compiacenza e si sarebbe burlata di lei. Se poi doveva dar esempi, voleva dargliene di migliori. Se poi il mio esempio producesse mai l'effetto voluto, mi rimprovererei di aver cooperato a un cambia- mento ch'io disapprovo e che finirebbe per confonderle il cuore e (Uà mente .
Il Cantò, visto che le sue prediche non avevano effetto, pensò a sua volta di procurarsi un alleato e credè di averlo trovato, ottimo ed efficace, nella persona di Francesco Dall'Ongaro, che egli sapeva tenuto in altissima considerazione da Elena e a lei caro come un fratello. Il Dall'Ongaro, come è naturale, fu ben lontano dall'a ss e -condare gli intenti del Cantù : persona dolce e tollerante egli era allenissimo dal l'intervenire in casi come quello, per esercitare una