Rassegna storica del Risorgimento
CASATI SACCHI ELENA
anno
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1930
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pagina
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579
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consiglio della madre impaziente di vederlo accasato, aveva impegnato la sua parola con una giovinetta.
L'amara notìzia recò profondo dolore: ma, lói'te ,151ena lo so stenne con pacata saggezza, confortata anche dalla joliAeìtatMce del Quadrio, che le additava una nobile missione:ieli ìife. La esortava a volgere al bene generale, all'essere collettivo, die 8 fìMamaj/te-tniglia, ptitfi.j umanità, la fonte d'affetti che non aveva potuto versare sopra u individuo : non doveva vergognarsi el suo affetto non corrisposi-o ne troppo cercare di soffocarlo; doveva circondarlo di altri affetti generosi (15) ; doveva spandere la potenza di esso sopra ;tpféfcó .ciò che v'ha di buono e di beilo. ; Storditevi, per cosi dire, a forza di buone azioni! (10).
E alle buone azioni Elena, che aveva l'animo naturalmente asa sensibile e generoso e al cui pensiero sempre erano presenti i santi ricordi lasciatile dalla mamma, si consacrava infatti con raddoppiato fervore tanto nell'ambito della nativa città che fuori di. essa, ogni qualvolta le giungeva notizia di bisogni da alleviare e tì miserie .elle ledevano soccorso. Segnalazioni numerose di esuli senza pane, di orfani senza asilo le pervenivano dal Quadrio stesso e dal Mazzini ; ed ella con generosità inesauribile rispondeva inviando quanto poteva, anche sottoponendosi lietamente a sacrifici e procurando da Varie parti cospicui contributi mediante le molte ed importanti sue conoscenze e amicizie, tra le quali erano Bianca: e. ina Oaronfci, pur esse devotissime al Mazzini.
Eppure non mancarono i malvagi e i vili che alle pene intime di cui Elena soffriva, vollero aggiungere il tormento delle calunnie, approfittando della credulità dello zio. Per quanto ella fosse infinitamente buona e non avesse mai fatto il menomo male ad alcuno e sempre si fosse adoperata per risparmiare ad altri fastidi e anche semplici impressioni spiacevoli; non solo, ma persino avesse cercato di nascondere a coloro che la circondavano le superiori qualità del suo spirito, una persona falsa e cattiva la colpì ne' suoi sentimenti più intimi e più santi. Una scellerata lettera piena d'insinuazioni malvage giunse al signor Francesco Riva nella seconda quindicina d'aprile, suscitando nel suo animo un tumulto di pensieri e di
(15). Lettera del 21 marzo '56. MB) Lettera dal 7 aprile '50.
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