Rassegna storica del Risorgimento
CASATI SACCHI ELENA
anno
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1930
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585
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lirono quindi a Pisa, ove il Sacchi ebbe l'offerta di'una cattedra all'Università : egli si occupava allora anche di studi di mineralogia.
Intensa e profonda era la simpatìa spirituale che univa l'ima all'altro Élena ed Achille. Essi erano fatti veramente come avevano intuito subito la White e il Mario, Puno per l'altra. Erano, secondo l'espressione del Mazzini due corpi e un'anima . Nella intima vita in comune, pei* reciproca azione, la fiamma di amor patino, che già. in ognuno di loro ardeva, acquistò nuova forza e maggiore impeto.
Quando l'alba del 1859 si effuse nel cielo d'Italia con luci di sicura Speranza, Elena condivise e alimentò l'entusiasmo e l'impazienza del suo Achille; che, pur non venendo meno al suo ideale repubblicano, riconosceva la necessità suprema che tutti gli Italiani movessero in guerra contro l'Austria a fianco dei Piemontesi.
Il 21 marzo Elena dava alla luce il primo figlio (Carlo). E appena ventun giorno dopo, con animo forte, ella sostenne la partenza dello sposo, che si recava al campo di Garibaldi, quale assistente, accanto ad Agostino Bertani, nell'ambulanza del corpo dei Cacciatori delle Alpi. Aveva però fortunatamente presso di sé la vecchia governante, della caia paterna, Maria Vitali vedova Bossi nativa di Belluno chiamata Babà, per generale adozione di un nomignolo, che le aveva dato la piccola Alina, di cui era stata balia. La Vitali, che modesta e coraggiosa aveva portato più d'una volta ambasciate e lettere a Mazzini 0 di Mazzini, fu in quei giorni di solitudine e di ansie, una preziosa compagna per Elena (37). Ma quando Achille, dopo la battaglia da Treponti, fu a Pisa, con cinque giorni di permesso, per prenderla e condurla con sé, insieme col bambino di appena tre mesi, Elena, incurante dei disagi cui andava incontro, fu felice di seguirlo, parendole certo di partecipare ella pure in qualche modo un po' direttamente alla campagna. Stette così per alcuni mesi a Sondrio, ove suo marito ebbe poi l'incarico di presiedere al servizio medico di un ospedale militare e, chiuso questo, passò all'ospedale civico in qualità di medico aggiunto per l'assistenza dei soldati.
(37) Alla <i Babà n Mozzini si fa rfesordare m una lettera da Londra del settembre <00 ftllnakli, 0. e, App. XXXV, pag. 98')?, e di lei II Quadrio fa cenno in una lettera ad Eleua del 28 novembre '50. a proposito di un'andata di quella A" Genova* eerbo. per accompagnarvi la sua padronclna.