Rassegna storica del Risorgimento

CASATI SACCHI ELENA
anno <1930>   pagina <589>
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loto figli dovranno lavorare pei* vivere, Perciò U con tributo che ella *rede di dover offrire per la Sicilia non è la somma da milionari , elio vorrebbe Achille, ma quella di diecimila fftk Oei'to, prima <ii sposarsi, ella .avrebbe latto semaa discorsi senza esitazioni o il sacrinolo clic Achille le oiiiedeva; allora avrebbe dato non iene tatto, metà della sua vita , che non sentiva allora i pesi sempre jcfiscépii che porta Vavvenire . E' la preoccupazione per l'avvenire dei figli che le rende impossibile di accettare la proposta di Achille: xc .** Se noi due fossimo soli con certezza d'esser so credi, non. esiterei un istante a fare anche più di quello che mi proponi. Per se soli, son presto fatti i conti e si sa ciò a cai si è dispostt *P fa questa singolare confessione: Vi fu un tempo... in cui io pensai a rinunciare a tutto ed a darmi un mestiere1, qualunque, fosse pur quello di lavorare a giornata in una fabbrica, tanto per 4are uno scopo alla mia vitói e soffocare ogni altro pensiero collo stimolo della fante. Quando si è in simili casi si dice: Se anche soffrirà son solo a soffrile e nulla pia importa..*!* Del resto, non è pel più o il meno che può dar lei ojjé M. iSìGilia non cadi'à uè vineerày ma risentirà influenza da tutto il i-accolto che molti ricchissimi porreb­bero aumentare: e rendere tale un itìffiicace soccorso da salvarli . Questo pensiero la fa esclamare : a Oh dessero tutti il loro super­fluo! O potessi supplir io a quello che non fanno gli altri! Desidero milioni con maggior cupidigia che non un avaro, t'assicuro . GQÉI-scia dell'importanza del denaro, così da far dipendere in gran parte il progresso dal trovarsi esso in Imene o'Cattive mani, ella SSltte il tormentoso problema della ineguale sua distribuzàone. :<fi** deplo­rabile è che ci sia tanto squilli rin fra ilhi ne manca e chi ne ha di superfluo, e non sarebbe da desiderare un più bell'assetto di quello ohe dividesse fra tutti il necessario e il giusto.-: (iC8).
Lo stesso buon senso, la stessa assennatezza ella dimostra di fronte ad un altro problema che in quel medesimo tempo si imponeva .alla sua attenzione-e a quella di A < mille: il problema "del luogo di resideflJ5av. Anche questo problema è discusso da Blena nella lettera ora citata e le considerazioni che ella espone e iper le quali trova
(43) Perciò quel che la Mari* riferisce dicendo: Quando a loro si domini-dava"? B j tigli? rliJou(levaiM5 : Quando ni alla savft libera, insegneremo loro * lavorare pexvsasv. 3* japnMcii meglio ad ÀtìhMfe: che ad Siena.