Rassegna storica del Risorgimento
CASATI SACCHI ELENA
anno
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1930
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pagina
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601
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Ultima, Canati Saoaki, la moglw del, medico 0hè si batte 601
ed eliminare. Ella voleva l'istruzione della donna pari a quella dell'uomo, e partecipò attivamente alla crociata per l'abolizione delle leggi che rendono la donna schiava dell'uomo. Della sua forza d'animo, del suo virile coraggio ella diede prova leggendo una volta In una pubblica adunanza, un discorso ove tutti i mali prodotti dalla così detta polizia dei costumi erano postila piena evidenza (69)* Ma anche nell'apostolato per la donna Elena si teneva lontana dalle esagerazioni e s'ispirava al suo squisito sentimento del dovere, all'elevatezza e purezza de' tjoi sentimenti. Mentre l'idea del divois-zio trovava tra le femministe molte adesioni le tra esse era pure Adelaide Guatberta Beccari di Bologna, direttrice d'un periodico di propaganda, con la quale Elena era in assiduo rapporto epistolare) la moglie di Achille Sacchi era antidivorzista, perchè riteneva doversi fare il matrimonio con la pia grande serietà ; e poi, per le eventuali disgrazie di vita in comune, dover' avere ognuno abbastanza spirito di sacrificio da saper sopportare le conseguenze di ima mala scelta; le pareva che il divorzio avrebbe scosso i fondamenti della famiglia := inattività di Elenà peli movimento femminista anche si esplicò mediante scritti apparsi in pubbÉcaziont periodiche.
Fu vittima del suo ardente,, immenso amor materno. Era nata nel 1878 una figlia, Beatrice, e mentr'ella era ancora debole per la nuova (la quindicesima!) maternità, una malattia della piccola Maria, che pareva minacciasse la difterite, creò la circostanza per la quale ella, in uno slancio di amor materno, commise l'imprudenza che le costò la vita- Per recarsi a trovare la uglia malata, ella si mise infatti in cammino, mentre la sua resistenza fisica era gravemente indebolita e imperversava un freddo ìnltensissimo. Quell'imprudenza fu fatale. Il giorno dopo era tutta rigida in letto per una immediata poliartrite che durò in stadio acuto tre mesi e lasciò in seguito un vìzio valvolare cardiaco. Ber circa tre anni lena sostenne il male. Avrebbe- dovuto intraprendere una cura, ma a= lontanarsi dai propri cari le era insopportabile e la cura non attuò. Quattro mesi durò la malattia che la trasse alla tomba e furono quattro mesi di,; vero martìrio pél suo povero corpo; martirio che ella sopportò con indomito coraggio. Più difficile, sostenere fu il
(69) Mario e Zlbortll, scritti .cimiti.