Rassegna storica del Risorgimento
CASATI SACCHI ELENA
anno
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1930
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pagina
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602
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602 VtWlo Polputi
martiri dull*inìBì;., >u atee la morte le facesse per se stessa paura j ma la riempiva d'affanno il sentirsi raipire all'amato suo Achille, ai figli supremamente diletti, Ira i quali ancora molti, in teuera età, avevan bisogno delle sue énifé. ' opip * sentendosi allontanar da loro, quasi la sensazione di venir meno ad un do-fere, mentre sempre, da lei, la legge del dovere aveva avuto perfetto adempimento, E poi la vita aveva ancora attrattive per lei: amava Baria, la luce, i fiori, le ami, tutto... : era felice e sentiva di rendere felìci tutti intorno a sèj-. ',(701. Di tutti gl'istanti in cui il male le concedeva qualche tregua, ella raccogliendo le poche forze che ancora le rimanevano, approfittò per ordinare le cose sue, per compiere,, icon meravigliosa calma e precisione, ogni più minuta faccenda. La Mario ha efficacemente descritto il doloroso spegnersi "M quella eroica esistenza: Le sofferenze degli ultimi giorni furono inesprimibili, ma nessuno la vide spargere una lagrima, nessuno udì un lamento sull'immatura fine che l'aspettava* Se nel vaneggia mento prodotto dal dolore qualche aspra parola le sfuggiva, ritornata in se stessa, sembrava ricordarsene e col sorriso carezzevole ne chiedeva perdono ;- ;e* così fino all'Ultima ora. A lei una sola cosa era indispensabile: vedere, sentire, trovarsi stretta nelle braccia del suo Achille, e quando gli occhi le si velarono, e forse lo temeva lontano, al snono della voce di lui tutta si rianimava; e le parole: Oh benedetto! scattavano dalle sue labbra col tono giubilante dei dì felici... .
Spirò nel pomeriggio del 25 aprile 1882: appena era giunta a mezzo del quarantasettesimo anno di sua vita.
I funerali si fecero il giorno 27, alle ore 8: fnrono funerali civili, che, per la partecipazione di Mantova tutta (pur sotto un acquazzone, (riuscirono nna immensa spontanea dimostrazione popolare di affetto e di stima. Due signore (Gaetana Rubini Cantalupi e tale Mafìioli, direttrice della Scuola Superiore Femminile di Mantova), lessero commoventi elogi, senza bisogno di ricorrere a generose amplificazioni per dar rilievo alle virtù della defunta. Sul feretro una delle due epigrafi diceva:
(70) Mario, scritto citato.