Rassegna storica del Risorgimento

FINALI GASPARE
anno <1930>   pagina <609>
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cinse la corona di Itui'bide nel Messico, che dopo brevi anni di tem­pestoso regno perdette insieme alla vita a Queretaro ; e fa la prima domestica tragedia della casa imperiale di Absburgo. Successero la fine inesplicata del Principe imperiale Rodolfo, e l'assassinio della Imperatrice. L'autonomia del Regno Lombardo-Veneto con un Ar­ciduca a capo veniva in vari modi insinuata; non ebbe presa sul sentimento popolare, ma trovò aderenti nelle classi superiori tra uomini illustri, primi dei quali il Selvatico a Padova, e a Milano-Cesare Cantù, per la Storia Universale e altre insigni opere bene­merito della cultura nazionale. Si soffiava negli antichi rancori) fra Lombardi e Piemontesi, e si raccomandava un bene presente a quello di un incerto e lontano avvenire. Ma ogni artificio fu vano ; il sentimento nazionale prevalse ad ogni altra considerazione, e gli aderenti alPArciduca si preclusero la via ad ogni avvenire politico. Stefano Jacini a Milano e Valentino Pasini a Vicenza dovettero da quell'addebito giustificarsi, per potere aver poi onorata parte nei governo e nel parlamento italiano.
Il 1859 aveva messo in moto il sentimento nazionale; tutti in­tendevano che per combattere la potentissima Austria occorrevano armati ed armi. L'esperienza di dieci anni prima aveva insegnato essere Fesercito piemontese da solo impari all'impresa di una guer­ra d'indipendenza. Il Conte di Cavour volle a questo fine assicu­rarsi la alleanza della Francia e l'ottenne ; se egli dovette promette­re in correspettivo la cessione della Savoia, culla de' suoi re, e di Nizza, la patria di fèaa*ibaldi, furono perdite dolorose sì, ma non troppo caro prezzo dell'indipendenza nazionale. Per la Savoia, nes­sun dubbio della sua naturale pertinenza alla Francia; per Nizza, che da tempo immemorabile apparteneva air Italia i dubbi, i ram­marichi, le renitenze erano in molti. Il Gavoni* nel 1860 fece prova insuperata di eloquenza per fare dal Parlamento approvare questa cessione. Io allora per la prima volta Deputato, malgrado l'autor rìtà grandissima di lui non la avrei votata, se fossi stato persuaso di strappare un membro alla patata (balia: "Vivendo in Piemonte mi ero persuaso che i Nizzardi, tranne una eletta fra di loro, erano per lingua, per tendenze, per indole francesi; e Felice Orsini non eerto partigiano di Francia e del suo imperatore mi aveva persuaso nella sua Geografia Militare che Nizza non apparteneva geografica­mente all'Italia.
L'alleanza francese snsclfd violenti proteste da parte di Maz-