Rassegna storica del Risorgimento
FINALI GASPARE
anno
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1930
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pagina
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610
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zìni e de' suoi adepti ti. Londra,che temevano un'influenza francese sostituita alla austriaca a scapito della politica indipendenza nazionale. Guai a quel popolo dicevano i proclami, eoe non sa redimersi da sé; egli non si fa libero ma cambia soltanto di servitù. Il Mazzini vedeva poi svanire ogni sua forza ed ogni prestigio, quando il Re di Sardegna e il suo esercito, con alleati o senza, avesse vinto gli austriaci e cacciatili dall'Italia. Alla inflessibilità di Mazzini si sottrassero poi non pochi de* suoi aderenti é firmatari di proclami, fra i quali ricordo Mattia MonteeeM, stato triumviro a Roma, ìdie poi ebbi compagno e amico al Ministero dell'Interno nel Governo dell'Emilia, e Francesco Grispi che poi ebbe tanta parte nel Governo del Regno d'Italia, sempre però alla Francia, imperiale o repubblicana che fosse, fieramente avverso. Ma qualche cosa di vero era in quelle preoccupazioni ; se ne ebbe la prova dopo i voti delle assemblee di Modena, Parma, Bologna e Firenze, per l'annessione di quelle provincie tutte al Regno di Sardegna. Non vi fu mai voto più aperto e solenne; ma uomini fidi e devoti alla politica imperiale insinuavano altra soluzione, mentre la diplomazia di Parigi faceva difficoltà e tergiversava.
Quegli emissari, data l'impossibilita di unire tutte le provincie dei centro al Regno di Sardegna, insinuavano l'unione delle Roma-gne e della Toscana in un unico Stato, fatto buon mercato di Parma e di Modena. A quello poi si sarebbero in seguito potute riunire le Marche e l'Umbria. A questo nuovo Stato dell'Italia centrale il re designato era il Principe Napoleone, cugino dell'Imperatore, divenuto genero del Re Vittorio Emanuele di cui aveva sposato la figlia primogenita. Il Conte De Rei set (4) a Bologna, me presente, confermava il divieto della Francia, non diceva dell'Imperatore all'annessione. Ma questo vogliono i popoli, gli fu da me risposto. Ma che potrete voi contro la Francia che non vuole?, replicò egli. E io di rimando : anche a Roma nel 184-9 ben sapevamo di non resistere a lungo alle armi di Francia . Il dialogo finì li e non poteva continuare. Ma l'Imperatore, sebbene propenso alla formazione d'un re-
(4) Il conte Guatavo Ammodo Do ileiset, diplomatico francese, cominciò la sua carriera a Torino nel 1848 come Segretario di Legazione. Particolarità da ricordare; nella sua qualità di primo Segretario all'Ambasciata di Kris sia, fu egli ebe recò a crasi Governo lo dichiarazione di guerra nel i54, guerra In crai 11 piccolo Piemonte ebbe poi gloriosamente ad affermarsi, attirando sa di aè l'attenzione l'amniÉpazione delle potenze occidentali.