Rassegna storica del Risorgimento

FINALI GASPARE
anno <1930>   pagina <614>
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4 Vinato ÀUomUm
d'impedire un'alleanza con soccorso armato e vi riuscirono, senza di che avrebbero ricorso ad estremi mezzi, onde stretto da interne difficoltà il Governo non avesse potuto disporre di numeroso eser­cito per l'estero. Ma non era nei loro intenti che una presa d'armi je una sommossa-'fosse diretta- contro la monarchia, riguardata da essi come il fondamento della Unità Nazionale.
Ma il Mazzini; al quale appunto il Crispi aveva rivolto la ce­lebre frase fa monaroMa m wnisoe, fe TepubltUca ci divìderebbe , credette opportuno il momento per mettersi avanti. Troppi docu­menti esistono a dimostrare come egli, il grande apostolo della Uni­tà, dopo il 1859 si sdegnasse che questa si compiesse in nome e per opera della monarchia, contro la quale gli pareva buono ogni ten­tativo. Egli poi non poteva assuefarsi al pensiero che un giorno Roma fosse, come diceva, profanata dalla Monarchia, anziché ele­vata ai grandi ideali della Repubblica. Era egli d'accordo col Èi-smarcb iodi eccitato da- qualcuno de' suoi emissari? Era egli d'accor­do con qualcuno dei nostri? O ci fu M ebbe paura del suo inter­vento? Ri possono fare le più varie congetture, ma fatto sta che Mazzini sopra, un canore mercantile si dirigeva verso Palermo in incognito. Del suo arrivo fu preavvisato il generale Giacomo Me­dici, uno degli eroi della difesa di Roma nel' 18é9 e il primo fra i luogotenenti di Garibaldi nella epopea del 1860, il quale reggeva là Prefettura di Palermo, col comando supremo di tutte le forze militari in Sicilia. Questi, iscritto fin da giovinetto alla Chiavane Italia, geniale e fecondar creazione del-Mazzini, e ad esso personal­mente devoto, non esitò ad impedirgli lo sbarco; e fu trattenuto prigione, prima a bordo d'una nave da guerra, poi a Gaeta (11). Nessuno però volle fargli un processo, e nessuno gli recò offesa o disturbo per tutto il tempo che volle vivere occulto, quasi proscrit­to in patria, che sarebbe stata lieta di rendergli le dovute onoran­de alla luce del sole. La recente memoria del 1866 e della sommossa palermitana, che per poco .non diventò vera rivoluzione, faceva te­mere d'un tentativo mazziniano o rrpubblLcaupnel 1870; e fu fortuna che- potesse essere jwevennto. e sventato il pericolo di una guerra ivile.
GASPAJUE FINALI.
(133 Dande tisd Til li ottobre 1870 per l'indulto del 9 precedente, concesso sii accasati di reati politici