Rassegna storica del Risorgimento

anno <1930>   pagina <623>
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wU'pera, negM scritti, nella corrispondenza di Piero Pucoionì 623
HÌ. Émei Hétfimwifflre dell'età a loro prestato i consìgli fìiitto del vwerey 0 loro avrebbero uÉitfmbfr. impiegate per il Paese nostro p giovani loro forza e 7umido mi fusài seiM-ttu nvanare la rofustezza, <wr4i ihmmmmvte ceduto le redité. ohe non voleva per wkm- caso che inen pronto governo imiiooesse alla cosa mimine, f tempi hanno pneatipitaio questa risoimionc ; accompagno il figlio da voti mwi nella non facile impresa* É qualche cosa ho potuto fare per la To-swna l'ho fatto con amore, -m Tmato è stato in ottona fede, die il mesUne è oltre moào dif:fi:eÈ.e. piiì <iie~ tM eommie degli uomim sem­bra essere.
Co mi assi la nave mia <tMWte twMfi vi0épiflè,-ov mnmj reii-<iem i tempi felici alla Toscana 0p 4 1* inetto disgrgataét sostenendola ncìfa mmture. Wmifmgai nel lifflfi fidiamo sulle tot vM del bastimento che si sfasciava mi scogli spinto dall'oragano, tilié fG nmifmge- mt.h WbtU f mèWP primavera del 2859 conobbi il <ffjfifo.9. e l'animo mi disse che avrei naufragato una seconda, volta Fuggendo di Toscana gettai l'ultima ancora che poteva salvare il p.acsè è- Sperati bener. l'ancora per vento prepotente cessò, ed -i basiifihèfito andò ludibrio detti elementi i il passo fatto, per quelle, feeer i figlia ffloscania ci fu, assiewmta eM lealtà deWTmpe-mtore ffimm-tsm*. fUnsepiim cpée- M Lombardia sua, ma volle salti} i Ducati, Questo I ffi fatty vt!ò> -e Semplice, da molti non inteso o rappresentato, diversamente, naturalmente pensato e giudicato pru-' tikunte. La fortuna non ha asMfàto, dobbiamo venerare i decreti della Provvidenza. Mwnam. a sperare netffipwro, perchè gkiìstizta vince-alla perfine.
A. me dispiace se le vieenéu -màe ìsmno tratti altri in <M*-b-di sioni doliirosc, 'ir-omm pòfflffi portar io solo questi danni, ma aio nop à concesso. Duolo profondamente del danno del Paese( e9della leggerezza di 'm,oiti:iper non Mr ipiiì. M a tutti perdono, im V espe­rienze alw M vanno: facendo sono, dolorose.
(rn>da a me che sono care' ,W Reminiscenze (di lavóri cornimi e iteli*opra prestata., illuminata M assidila-. Questo tributo di giusti-tskt-- -rendo a lei vOìen/Ueri.
tu sto M salute itene, pie che non avrei sperato di animo tómm* qnillo. perchè parmil aver fiato mio dovere. Or mi occupo in stu­diare e né ringrazio Dio, perchè se parenti, gli educatori ed il lun-ao uso del lavoro non mi avessero data la necessità, menerei vita