Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1930
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pagina
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625
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Nel Governo della Toscana due ettvno le tendente che posero più di una volto in serio contrasto l'esistenza ilei Ministero ; quella più avanzata, diremo quasi rivoluzionaria, sostenuta da Ricaso li e Sai-vagnoli, quella più temperata, elio voleva nella forma l'astensione da tutto quanto poteva apparire rivoluzionario, sostenuta da Kidolti. Moderatore tra le due tendenze il Poggi, il quale seppe trovare il più delle Tolte la formula di conciliazione, se pure all'ultimo si pose in aperto contrasto colla maggioranza dei colleglli a proposito della legge di affrancazione dei livelli.
Contributo imporìptissimo consisté anche nel riportare il pensiero della stampa Europa, polemizzando con dialettica ammirabile contro gli oppositori, rendendo conto che il Re Eletto aveva dichiarato ai rappresentanti della Toscana di accogliere il voto pur riservandone l'effettuazione a dopo l'approvazione da ottenersi dal Congresso.
E, sempre sulla via laboriosa! combattere quanto il Moniteur
organo ufficiale di Napoleone sosteneva per far accettare la restaurazione, mascherandone gli effetti nel vantaggio che la Venezia realizzerebbe venendo trattata dalia Casa di Asburgo come provincia italiana da unirsi in quell'ordine federativo eli l'Imperatore proponevasi instaurale sotto la presidenza delv Jàpa, insieme d'assurdi culminanti nel presupporre nota argutamente il Puccioni
nell'Austria la qualità dì levatr-ice e di baUa della nazionalità italiana, la 1 naie sarebbe invece destinata, nelle sue mani, a far la une dell'infelice Duca di Rèichstadt in quelle paterjae in Francesco Giuseppe e nel cambiare Vittorio Emanuele in Vicario del Papa-Re.
Poi, quando l'Imperatore e i suoi ministri furono convinti della impossibilità della restaurazione senza la forza delle armi straniere, ecco sorgere il nuovo e più grande pericolo del Regno separato dell'Italia Centrale, colla eventuale possibilità affacciata dalla stampa francese di vederne investito il Principe Napoleone.
miadlll éhfy se danno retta alla Società. Nazionale (viva e non morta, non gin dlscioita, ma isonipre stretta) retìplt(uiwo sei noi e tutta rItalia*. Il fine degli aderenti a Un S. N. e questa: stroppare al paese un assenso quolun. que, legate o. non legale, finto 0 sincero, e precipitare una soluzione che slt accettata dalla diplomazia (rome fatto: compiuto: ma la Sbagliano, perchè la diplomazia ai ride di queste arti ; fe poi risoluzione non ci -sarà mai . (Vedi anche Op. Olt. pag. 82 lettera Dlgny a Nocchi: a Se la piazza si muove, credi a che sono 1 resti della Società Nazionale che vanno a conto loro. Torino IT Giugno '69 v.