Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1930
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pagina
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636
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636 11 Risorgimento Italiano
fi Piemonte dopo tute aynessione, non? sarebbe rimasto pbù freno a alwma, nello espandersi. E Domenico Farmi, Presidente del Senato del Regno, ribadisce il concetto, cmmignorando il IT febbraio 1890 nell'Alta Assemblea mio Nonno materno Enrico Poggi, quando dice con accento M.swlva poesìa: nei giorni malinconici lui rincuorò mme.m!ìm >. riporlo di qwWora solerne della notte del 15 morso iSéfd in GHÌ} Ministro di Giustìzia, compendiando un <x Wìmò dì lotte.* eh ansie* di <mk<òW>, di vittorie, impersonando U affitte volere di un BmWà<Miw Popolo, la sua bocca dall'alto ' iella ringhiera di Palazzo JsP: ffiQtffàiftQva essersi èmtehiato dai .popolari Coii0> il fttu édtaf Wmaam rktóipio dell'Italiana, ViiMà .
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La rivoluzione .del M Aprile un doppio compito impose a qualunque intere fosse sorto: .péfr' lei: far si òlle la Toscana prendesse una parte efficace nella guerra che al combatte per la indipendenza d'Italia, e imprimere al paese nn indirizzo politico che fosse italiano'- veramente e quindi si rlawid-ìuvsse si compenétxasse MU fcistema generale della politica piemontese.
L'È. V. sa come e per guati cause la assoluzione si compi: il paese era stanco della oppressione di dieci anni, aborrente da un governo antinazionale* spregiava una dinastia doppiamente fedifraga, e perchè aveva violato le libertà, giurate e perchè aveva chiamato fra noi una occupazione che urtila; ragione al mondo valeva a giusti Beare: Italiani d'animo, di sentimenti, e di aspirazioni l Toscani non jiotevauic più a I ungo sottostare ad un'autorità che essi odiavano e che avea rotto ogni vincolo di amore e di consuetudine fra lei e 1 suoi soggetti. Commossi alla prima voce di guerra, per non moltiplicare .gli ostacoli al rinnovamento d'Italia avrebbero anche accettato, purché in tempo pronunziate, le promesse che la dinastia caduta avesse loro fatte di guerreggiare . ove questa, non sappiamo se più deca 0 maligna, non avesse persistito nella sua indecorosa proposizione di neutralità.
Fu gran fallo in quel momenti supremi in -cui il paese era lasciato a -H tesso il non dirimere con nn provvedimento: decisivo ogni posslbil questione. Se il popolo ebe aveva compiuto il rivolgimento e die aveva veduto fuggire a-vanti alla sua volontà una Dinastia che per ben cento anni aveva regnato nel paese, avesse allora nettamente forni alato li suo volere di esser riunito al Piemonte, oggi il Paese non ?! troverebbe nelle condizioni in cui suo malgrado è posto, condizione che non b scevra di pericoli come quella che mal si saprebbe