Rassegna storica del Risorgimento

anno <1930>   pagina <652>
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sa // Himrffimcatto italiano
bandiera nazionale, seduto ali'<inbra d.*ilo stendardo austriaca Napoleone dòpo quel colloquio lui acquistarlo un secondo argoniemio! 8U.Ua incornimi ibilitfi della casa di iMireirui mi benesseve dvJia Toscansv..
A P. Pucdoui
Bergamo., 28 agosto ,
n mio lungo silcnzjo non ti avrà fatto sospettate un; raffreddamento della mia amicizia, giacché sai quanto ti amò è ti stimo. Ora che respiro> dopo le tante noiose occupazioni (Sia mi hanno itribolato 'durante questa Iter ine. onorata: campagna, sento M bisogno di Hirovariii >e di ristabilì-XìQtx te lunghi colloqui che si sona interrótti a Piacenza. Per varie e gravi ragioni non posso ancora abbandonare il mio. Gterpo,;. .tanto più die é vero ragazzo mi ostino ancora a non'considerar la pace come assoluta. 6-ift iato jiidacendo;, la guerra vien'/agM. di nuom l'armata centrale si tonno, verrò a prender di nuoyoj servizio con Garibaldi: intanto Rosati ed io siamo qua in aspettativa, di quel che succederà.
Il voto dell'Assemblea Toscana ci ha riempito di consolazione, ama. regglata alquanto dal vedere ìaf Pì3e meschina alia quale si è ridotto Montanelli, il quale si e anche riha Voltsi perduto per 'la sua mania dì di-plomatizzare in fritti nosanavulie.
L'Assemblea nostra non doveva, rappresentar*? agli ocelli di un uomo di buonsenso, che il voto popolare della Toscana, condensato e ridotto alla sua quintessenza dai Collegi Elettorali; Per conseguenza non doveva essere, come la Dio mercè è avvenuto, che espressione solenne della grande aspi­razione dei popola, uotò rso runità e l'indipendenza assoluta d'Italia. SoTievafeé; in quest'Assemblea questioni di opportunità, diplomatiche, cercar di toglierle quel carattere di schietta e sincera votazione popolare e di deviarla cosi alio* scopo pel quale è stata riunita, se non collo spiegare una bandletót diversa- dagli altri deputati almeno col contegno incerto, ti­mido e collo starsene lontano nel momento più decisivo, è stato atto in. degno di un. rivoluzionarlo quale egli si vanita, degno tutfal più dei fa mosi burgravi, che hanno finora inceppato l'azione libera del partito ita­liano nel paese nostro. Y.ogtio che l'unione -incontri grandi difficolta che forse non sia attnrtlbiile nMfe condizioni <atuali di Europa senza lunghi con­trasti* e forate auoo sènza fitta nuova guerra* 'ma una volta che un paese si, trova in ttìp situazione cosi solenne, una volta die e chiamato a dichiv rare francamente uol dosiàerl. non v* é luogo a dubbi, e il jfptó dell'As­semblea doyva essere UU8.V iMWti a costo di fare una seconda difesa di Boma. Fatwitnnjio intanfii ..igni sforzo' .-perchè questa difesa si organizzi, e