Rassegna storica del Risorgimento

anno <1930>   pagina <672>
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7* // Risorgimento Italiano
partito, senza ohe lo turbino diversità di tendenze, apparisce dalla domanda : Siamo amici? . contenuta nella lettera che il 12 mag­gio 1860 Stefano Siccoli, lasciato da Garibaldi insieme a Zam-bianchi ad Orbetello, dirige a P. Puccioni, pregandolo di pub­blicare sul suo giornale proclama e notizie, Quella lettera prova altresì il piano ben stabilito e perfettamente eseguito.
Rimangono a terra a Talamone scrive F. Orispi ( I Mille, a pag. 116) un centinaio di Volontari sotto il comando d'i Zam- bianchi, per irrompere dal confine toscano in quello papale, onde wi attirare Vattenzione dei governi borbonico e papa-Uno e 4v- strarla dalla Sicilia, obietto della spedizione .
Il Siccoli, coadiutore di Zambianchi, adempie perfettamente al suo compito di distrarre con quel diversivo l'attenzione gene­rale : scrive il Pueoìoni il 9 maggio alla Marchesa Bar tol OHI mei che costui batte la strada tra Grosseto e Scansano, tra Scansano e Grosseto, telegrafa a mezzo monda* è altrettanto instancabile guanto imprudente, si merita gli aspri rimproveri del Delfi, in­sieme alila non meno aspra critica di lui.
j telegrammi e le lettere scambiati tra Ricasoli, Governatore generale della Toscana, ed il Prefetto di Grosseto che io riassumo per brevità dopo averli ritrovati nel B. Archivio di Stato (vedi Doc. XXV), mostrano tutta l'abilità del Siccoli e la condotta pre­cìsa del Governatore, che eseguiva gli ordini di Torino, di coadiu­vare cioè, sia pure velatamente, l'impresa di Sicilia, ina di op­porsi allo sconfinamento nello Stato pontificio per le esaurienti ragioni che la lettera diretta da Ricasoli al Prefetto di Grosseto il 1 maggio indica. (V. Doc. XXVI).
Ma l'invito a pubblicare il proclama di Siccoli non à accolto. ha Nazione; bene informata d'ogni movimento, come comprovano i documenti, annunzia la spedizione il 9 maggio, riportando la storica lettera di Garibaldi a Bertani spiegante le ragioni e le fi­nalità dell'impresa; ed accenna solo al possibile sbarco a Oorneto o a Terracina, affermando che suo scopo è di soccorrere i popoli delle due Sicilie.
il 10 maggio l'articolo di fondo della Nazione comincia: Grande è la commozione che ha destato negli animi la lettera dal Generale Garibaldi indirizzata a Bertani il giorno 5 maggio. Ornai è certo che il Qeuerate Garibaldi a capo di pochi animosi, nulla etirando i pericoli d na impresa arrischiata, è corso in aiuto ai Siciliani. La questione italiana è per entrare in un pe-