Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1930
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pagina
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673
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nàU'opdfu, negli soriùi, nella corripondemà ffl Piero Pucc-iont 673
riodo novello . E termina : La libertà italiana sarà vera quando avremo per confine i tre mari e le Alpi .
W del1 16 maggio l'articolo di fondo : Garibaldi è sbarcato in Sicilia con mille valorosi. Il loro grido di guerra è Italia e Vittorio Emanuele. Nel nome del primo Soldato dell'Indipendenza essi corsero a vincere 0 a morire per l'Italia, la quale se in parte esulta francata dalle antiche catene, geme anche in parte sotto il- flagello B della tirannide. La Lombardia e l'Italia Centrale non sono tutta Italia : Italia è dall'Alpi al Vesuvio, e Napoli e Messina e Palermo sono pure Italia e generoso sangue italiano. La lotta fra i figliuoli d'Italia ed i servi del Borbone e dell'Austria s'impegna pur ora in Sicilia. Virtù prese Tarmi contro il furore e fu soffocata, non vinta. I Popoli delle Due Sicilie si leveranno unanimi all'appressarsi di Garibaldi, i figliuoli della vulcanica terra si mostreranno degni di tanto liberatore. Pochi giorni ancora e sulle ceneri li Carini sventolerà, piantatoi dal vincitore di Varese, la Croce Sabauda. O giovani italiani, questo è il momento supremo per la Sicilia. Non vi scoraggiscano, non vi avviliscano, non vi demoralizzino gelide paure. I destini d'Italia si maturano forse ora in quell'isola per opera di Garibaldi e di quelle centinaia di giovani che lo seguono. Se la gioventù d'Italia lascia solo l'Eroe, e permette che apparisca imprudenza quello che, col felice successo, da tutti sarebbe acclamato eroismo, allora sarà- forza ripetere cogli stranieri che senz'essi non faremo mai un passo avanti! .
L'aiuto decisivo pel successo è noto che là spedizione trovò ad Orbetello nelle armi e nelle' cartucce che il colonnello Giorgio Gior-gini, comandante quel forte, concèssa a Garibaldi, 0 perchè non volle disubbidire all'ordine del superiore diretto (Garibaldi aveva indossato apposMaente la divisa di generale piemontese - V. Cri-spi - T Mille, pag. 115), o perchè assunse su di sé il rischio di provvederla del necessario. Mio Padre- scrive che il Giorgini sarà il capro espiatorio di quell'incidente, pecche il Fanti, ministro della guerra, lo vuol sottoposto a consiglio di disciplina e destituito : dal qua! consiglio più tardi sarà assolto e reintegrato nel comando. Interessane a questo proposito sono la lettera che G. B. Gior-gmi indirizzò a Cavour onde ottener giustìzia per il fratello suo, accompagnata da un caldo soluto autografo che al Conte invia Ales* sandró Manzoni ffer. Manowi tnéimo?, Voi. I, pag. ZìA):f e il de creto di Garibaldi datato; il -tìlfebre' -'6.0 da Napoli, col quale considerando che il colonnello Giorgini prestò tal sussidio di armi