Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1930
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674
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e di munizioni alla, spedizione che valse ad assicurarle il- successo fecondo di grandi benefici alla Patria italiana:, dichiara che egli ha ben meritato della l*atria.
La Toscana fornisce all'impresa un .soccorso finanziario di tale entità che giova indicarlo. Il 26 maggio Ferdinando Bartolominei, Gonfaloniere di Firenze, le destina 4a cospicua somma di Lire It. 114.994 già da lui raccolte con la sottoscrizione pei milione di facili di Garibaldi, colla quale acquista 1428 Carabine Bnfied, consegnate a La Farina per la spedizione MaieucMni sbarcata in Palermo il 21 giugno.
Lo stesso Crispi 17 Mille, pag. 167), sì poco favorevole alla Società Nazionale, appunto perchè ne è a capo La Farina, deve riconoscere lealmente che il primo soccorso di fucili, centomila cartucce e sessanta Ufficiali giunse a Marsala il 1 giugno con VUtile cap. Dunne, comandato da Agnetta e tutto ciò pei' opera della società.
L'importantissima lettera che io pubblico in data 14 luglio f60 scritta da Buscalioni, Segretario Generale della S. N". a Barto-lommci. il quale in assenza di La Farina, insieme a Giuseppe Manfredi, uno dei due Vice-Presidenti, assume la direzione degli affari, riprova che fino a quell'epoca ben 400.000 franchi in danaro, moltissime armi e munizioni la Società aveva mandato in Sicilia, sicché sono opera sua le spedizioni Mediici. tiosenz, oltre quelle dell' Vtite, Morteo, Siccoli, e che stava preparando la spedizione Corte, l'unica che fu catturata .dalle navi borboniche e portata a Gaeta.
Ciò che fu fatto in Toscana per raccoglier fondi e arruolar volontari è semplicemente miracoloso, e non trova raffronto altro he in quello che la Toscana seppe compir silenziosamente nei recente periodo della nostra grande guerra,..Non v'ha numero de La Nazione in cui non si dia annunzio di collette raccolte da dame dell'aristocrazia, alla cui testa erano la principessa di Trabia e la marchesa Bartolommei, o da signore della borghesia, che non porti note di sottoscrizioni, nelle quali accanto al nome del modesto operaio figura il possidente e frequentemente il parroco di campagna, in cui non annunzi collette fatte nelle Chiese o versamenti di fondi nelle mani del cassiere generale della S. 13. Conte Michele Amari, o alla cassa di Bertani in Genova. Da Londra Aurelio Sani divide tra i due Comitati le somme cospicue che colà ha incassato (1).
fi) A Grosseto nel giugno '00 a cura del Canonico Riccioli fa fatta all'esposizione per intercedere da Dio la conservazione del generale Garibaldi; e dopo la vittoria di Milazzo fu cantato il Te Deum, e in una colletta in Chiesa ai raccolsero 800 lire. (Da La Nazione dell'epoca).