Rassegna storica del Risorgimento

anno <1930>   pagina <675>
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l'i-r ottener fondi, arruolar volontàri, farli partire, Il lavoro del Puccioni quale Coni m issa rio generale per la Toscana incomincia appena salpata la spedizione da Quarto; Inumo infatti la data -del 10 e delPU maggio le lettere annunzianti la costituzione dei {fornitati provinciali in Pistoia e in Livorno; altri Gomitati si formano e si costituiscono celermente in ogni città*, in ogni anche più piccolo borgo, onde penetrare ancor più inti marnante tra le . masse popolari.
Della corrispondenza voluminosissima passata tra il Puccioni e i Commissari provinciali e comunali, rutti da lui dipendenti, e <lie a lui facevau ricorso per ogni semplice dubbio, pubblico le let­tere più importane e dò l'elenco il più completo che son riuscito compilare di questi Commissari. Essi rappresentano in prevalenza quella borghesia colta, quella media possidenza locale, quei profes­sionisti evoluti di idee, ai quali è dovuto il successo in provincia della rivoluzione del 27-aprile, i quali forniranno poi nel periodo successivo gli uomini che ne guideranno la vita amministrativa, Con criteri larghi di patriottismo e d;'rateili genza preveggente, e con indiscussa onestà. Anche alla loro memoria è dovuta una pa­rola d'encomio e di riconoscenza per quanto fecero onde coadiu­vare l'impresa che doveva darci la Patria unita.
Ma insieme al contributo di propaganda e di diffusione altro contributo di peculiare importanza reca il Puccioni mediante l'opera di conciliazione che egli indefessamente spiega perdurando l'aspro conflitto fra Garibaldi e La Farina, che poi dovè ripercuo­tersi fra Garibaldi e Cavour:. Precisa ed esatta è la visione ch'Egli si forma subito : solo Garibaldi potere riuscir nell'Impresa e ne­cessitare quindi coadiuvarlo in ogni modo, a qualunque condizione. Coerente a questa sua idea, scoppiato il conflitto, egli mantiene costantemente un senso di misura e benché legato da molti anni a La Farina e ai suoi compagni ne tempra gli eccessi, ed interdice nelle colonne del suo giornale la pubblicazione di quanto può ina­sprire gli animi e maggiormente dividere, anche se è pregato a darvi ospitalità da amici autorevolissimi ed ìntimi come il Bartolommeì. (Vedi leti n. 105),
Infatti La Naeione sì limita a pubblicare un semplice estratto, obiettivo e sereno, di una lettera di La Farina comparsa sul Pio-vólo Corriere del 15 luglio '60, vera requisitoria contro Crispi e Garibaldi stesso, togliendo qualunque espressione aggressiva, e ri­portando ciò che giustifica il conflitto nel desiderio che questi