Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1930
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676
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fi Risorgimento italiano
aveva di far proclamare l'immediata- annessione dell'Isola al Piemonte, e nel contrario avviso in cui scese Garibaldi.
A questo proposito Orispi, dopo aver ricordato l'attrito sorto tra La Farina e <5arabaldi nel decembre '59 e del quale ci siamo occupati nel precedente capitolo, narra (I Mille, pag. 184 e 188) clie mentre La Farina coadiuvò con ogni sua forssa l'impresa inviando i primi rinforzi d'armi, di danaro, dovè più tordi dipinger lui a Cavour come arrabbiato mazziniano, pericoloso alla monarchia e perciò da combattere (1). Sicché Cavour, affidandolo direttamente all'Ammiraglio Persano, mandò La Farina- come persona di piena fiducia a Palermo, ove egli sbarcò il T giugno, all'indomani delia capitolazione. Appena cola giunto, afferma Orispi, incominciò' a procurargli gravi molestie, volendo partecipare al Governo della Sicilia per sostituirlo e per far votare l'annessione immediata al Piemonte, il che, in quel momento, sarebbe stato prematuro e dannoso, come nota giustamente Orispi, poiché non ancora tutta Pisola in potere della rivoluzione e perchè, avvenuta l'annessione spiega Michele Amari nella sua interessantissima lettera del 13 Luglio '60 il Piemonte non- avrebbe- potuto ulteriormente permettere uno sbarco di volontari nel continente (2). Orispi riporta una lettera
(1) In quel periodo d'agitazione rivoluzionaria Mazzini rappresentava un incubo per tatti quelli che "nutrivano sentimenti monarchici. Quest'incobo-era in parte ingiusto dopo che Mazzini aveva scritto aderisco pienamente; all'unità sotto il Re perchè sogno di tutta la mia vita è stata l'Unità d'Italia1., e quindi non era lecito mettere In forse la sua lealtà. Ma la paura di* lui e dei pochi battaglieri suoi seguaci era ad arte coltivata ed ampliata da Cavour, il quale faceva giuncare il pericolo mazziniano, cioè repubblicano, e di fronte a Napoleone Ili e di fronte alla diplomazia europea. E' note che in tanto il Conte ebbe l'assenso dell'Imperatore per l'Impresa dell'Umbria *e delle Marche in quanto fece apparir certa la rivoluzione repubbUcana trionfante appena occupato Napoli, che sarebbe risalita a Homa e poi anche a Venezia. D'onde la necessità del Governo del. Re di opporre ai moto rivoluzionario la propria azione moderatrice e direttrice esplicata a mezzo, delie-truppe regolari per fermare la rivoluzione, per lo meno ai confini del Patrimonio di San Pietro.
Quasi che non fosse altrettanto rivoluzionarla l'opera del grande Ministro che/moveva in guerra contro il Sovrano presso il quale manteneva sempre il proprio rappresentante diplomatico!
(2): Se l'annessione della Sicilia al Piemonte fosse stato un fatto compiuto ai primi d'agosto 'RO, allorché la Diplomazia volle Impedire lo sbarco' di Garibaldi sul continente, non sarebbe stato possibile 11 giuoco di Cavour di figurare di persuadere Garibaldi di arrestare la sua azione sul continente,, perchè Cavour non avrebbe potuto rispondere alla Francia che Vittorio Ema . mele non aveva mezzo d'imporsl al Dittatore, e che aveva fatto tutto il possibile scrivendogli per sconsigliarlo. (Orispi, 7 Mille, pag. 275).