Rassegna storica del Risorgimento

anno <1930>   pagina <691>
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nell'opera, negli Boriiti. netta oorrispondenza di Piero Faccioni 601
Alla medesima
31. Magalo É60;
IÌSS SS.OtrJKte di Sicilia sono eccellenti, tea ribaldi Uà il suo quartiere generale In Palermo; porce eoe sanguinosa sia stata la lotta e terribile il bombarda­mento. La spedizione Malenchiui mi pare vada troppo per le lunghe e le cose lunghe, dice il proverbio, diventano serpi. Sono già 15 giorni che parlano di partire s non si muovono. Capisco che c'è la difficolta d'imbarco. Ma alla fine dei cónti credo* che in Sicilia sia piti necessitili di armi e di denari -che di
uomini Posso in tutta confidenza è Ih grande segretezza darle una notizia
he le farà piacere. La notista ù sicurissima. Il Governo del Re ha interpellato il Governo imperlale sulle sue intenzioni intorno alle cose delle Due Sicilie. Napoleone ha fatto risponder che la politica francese non si oppone a nuovi 'acquisti territoriali del Piemonte. Ha aggiunto che non si opporrà a che Vit­torio. Emanuele faccia suoi gli Stetì. Borbonici, le Marche, l'Umbria e costi­tuisca un gran Régno Italiano. Vuol pero che si rispetti Roma e FantiéO Pa­trimonio di San Pietro. Come Bilia vede la lotta fra l'Influenza francese e l'influenza inglese torna tutta a vantaggio dell'Italia. Palmerston con i suoi giornali (il Mornig Post e l' Observer ), annuisce a nuove annessioni, e parla d'impero italiano. Napoleone per non esser meno dell 'Inghilterra tiene
10 stesso linguaggio. Le cose procedono dunque egregia mente*, tanto più che la Russia sembra poco tenera per i Borboni.
P. P.
N/82.
Alia medesima.
1 Giugno 1860.
Le notizie giunte oggi recan dettagli sulla presa di Palermo. Micidiale
11 combattimento. Stragi grandissime : k Napoli la sera del 28 grande dimo­stra sslone alle grida di Viva Vittorio Emanuele ,-e Garibaldi e Sicilia; arresti numerosi, costernazione nella Reggia. Dimissioni in massa del Ministero, Voci di ministero liberale. Se quest'ultima parte di dispacci fosse vera, e probabil­mente !" sarà, ci troviamo di fronte a nuove complicanze. Quella gente napo­letana si accomoderà più facilmente che non si pensi ad una Costituzione oetroyée da Francesco IL e allora abbiamo nuovi impicci. Speriamo che qual­che fatto nuovo intervenga a render impossibile ogni transazione, che sarebbe nemmeno veduta di malocchio dagH emigrati che sono qua-
, P. P,