Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; GUERRA 1848-1849
anno <1915>   pagina <583>
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Yarwtà e aneddoti 583
con le memorande parole: la causa dell' indipendenza italiana non è perduta. Parole che erano Peoo sincera dei suoi sentimenti. JSTe traevano conforto coloro che non disperavano dell'avvenire, che non si Rassegnavano a credere tramontato il sogno della loro gio­vinezza, coloro i quali sentivano che il Piemonte aveva appena iniziata la sua storica missione, tutto il partito italiano che s'in­titolava democratico, poiché gli altri, che pur sentivano italiana­mente, ragionavano con spirito troppo moderato, con troppa cura di salvare il presente, con troppa tema Ìel*avvemrcv H momento era tragico, solenne !
Nel reame di Carlo Alberto, la disciplinatezza antica del popolo lo preservava dagli eccessi che si vedevano altrove. Pure il presente era incerto, l'avvenire pericoloso, gli animi turbati da vane speranze e da pericolosa agitazione ,i
Gioberti, ministro, il 4 agosto, mentre a Milano spirava la li berta, ignaro della tragicità degli avvenimenti, scriveva: la pace di cui parlano i faziosi non e tale, giacché nelle condizioni pre­senti non può darsi pace onorevole coi tedesco, se prima non sgom­bra affatto dalle terre italiche ; ogni altra pace sarebbe vile, abo­minevole, infame e ancora ; ogni altra pace sarebbe i:m tradi­menti -verso le buone e generose popolazioni che ci abbracciarono, ed a cui stendemmo amica la mano. Si potrebbe dar cosa più ini­qua dell'abbandonarle alla vendetta dello straniero 2
Ma le generose parole non trovavano eco negli avvenimenti.
L'armistizio Salasco preludiava a quella pace che il filosofo stigmatizzava, l'armistizio era detto illegale e Salasco era vittima delle ire con esso sollevate. La pace era desiderata dalle popola­zioni della campagna, che più avevano sofferto nella ultima guerra, poiché i diecimila uomini che giacevano sui campi veneti e lom­bardi, erano per la maggior parte contadini piemontesi ; era desi­derata dalla parte aristocratica, a cui pareva che troppo già si fosse fatto, ed inutilmente, per una causa che essa non capiva, se non come mezzo di ingrandimento per il Piemonte ; ed infine era desi­derata da tutti coloro che volevano salvare il paese da una più grande rovina, anche a costo di ritornare all'antico.
La guerra, per contro, era voluta dalle popolazioni delle città,
* BONCOMl'AGNI, Op. tìU.y p> 28..
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