Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1930
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pagina
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714
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7'4 II Kisoryimento Italiano
vono. D'Aaoofta, Galeotti od lo. Ora non intendo dotte la quegli astteoli ri decadimento. Vi sarà, e La prego anzi a dirmelo franettmentej che il si giudizio raramente la inganna- Ella dice che gli artìcoli sono iscritti coli ì piedi ed In una lingua barbara. Il rimprovero mi pare un po' troppo aceri, ma del vero vi è: questa è cosa cui al può facilmente provvedere.
Dove poi non concordo con le idee sue è sul modo di giudicare le polemiche che abbiamo fatto, sulle cose 'Interne. Le stesse ragioni che Inducono Lei a condannarle, muovono me a sostenere 11 nostro operato Mila, cara Signora, ha il torto di giudicare dell'utilità di quelle polemiche da .Livorno, ma un giornale va giudicato di fronte all'opinione pubblica, e non dell'opt nione pubblica del Paese, ma di fuori.
Se Ella avesse la, disgràzia, come l'ho io, aver tra le mani i pia reputati diari d'Europa, si convicerebbe che Quegli articoli dà Lei condannati erano necessari. Io non Le parlerò di diari oltramontani e clericali, ma le nominerò il Nord, La Presile, L'Opinion Nationale, La Gazzeta ài Berlino, il Moming Post, li Daily News, vale a dire 1 giornali più caldi propugnatori della causa Italiana.
Ora sa Ella cosa si leggeva in codesti giornali nei giorni scorsi? SI leggevano corrispondenze da Pisa, da Firenze, da Livorno che dipingevano la Toscana come alla vigilia della controrivoluzione e codesti giornali fanno e guidano l'opinione pubblica d'Europa.
Vennero gli articoli della Nazione, di questo povero giornale contro il quale Ella è si severa, e vèrso il quale sono cosi benevoli gli altri, fino al punto che quasi ogni giorno II Post e il Daffiy tfeios (i giornali di Russel e di Palmerston) ne riproducono sempre gli articoli di fondo. Ebbene: dopo quegli articoli tutti quei diari che Le ho nominati capirono di che si trattava, e cominciarono a mostrare essi stessi la impotenza del partito reazionario del quale i loro corrispondenti, o meglio i corrispondenti di Hawas, che dà pane a tutti, vantavano ieri la potenza, e cosi quegli articoli hanno persuaso l'Europa che in Toscana siamo tranquilli. Questo è l'untelo della stampa onesta e liberale, che non deve restringersi entro l'angusta cerchia di ima citta o di un Paese, ma illuminare le altre Nazioni sullo Stato nostro. Aggiunga poi che il Paese stesso attendeva con ansietà le nostre parole e le ricercava, ed lo, che ero restio a parlarne, dovei convincermi, tanto erano le richieste che mi si facevano, che parlarne era bene. Eccole giustificata la nostra condotta. E' Ella persuasa? In queste giustificazioni vegga anche .no. volta la prova del pregio in cui ho le sue osservazioni.
P. P.