Rassegna storica del Risorgimento

anno <1930>   pagina <716>
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voleva in verunn maniera fosse conosciuta, o. almeno tentava di: tvlit wrauj .scere piti tardi che gli fosse stato possibile. Ella mi dirà elle è stranissimo che 1 .Ministri esferi accreditati a quella Corte abbiano serbata II silenzio; (t lo .concordo ma bisogna pero wuslderarc che II telegrafo è nelle mani del Go­verno, e cbe quel Governo, per ancelle kradMonl non disusate* è pu* capace di trattenere I dispacci, Infatti nessun telegramma, almeno Ira; quelli leggibili, inviato dagli ambasciatori fll Francia, Inghilterra, Russia, Austria e Scagna, ha fatto parola di un avvenimento che per quella monarchia ì* decisivo: e noti cbe tutti i dispacci nai>oletani debbono per necessità di cose passar di qui. Ne argomenti dunque con me che il Governo li trattiene,. Q 'die ! Ministri scrivono in cifrer- Serene: Terrebbe corroborato dal fatto che i giornali hanno scritto del tentativo fatto dal Veloce a Gastellamare'; ;o questo si è lasciato dire, perche il Governo fu vittorioso ed il Veloce dovè abbandonare il suo progetto. Ma le lettere son venute; ed oltre le nostre ne vidi altre che confermavano In. stessa notizia ;cioè lo sbarco ne le insurrezioni più qua. e piti- là in Calabria, la gran­dissima costernazione del Governo, il quale apparecchia materiali per barricate, e ordina ai villeggianti del Vomere di lasciar le ville : indizio sicuro di bom­bardamento in caso di rivolta per parte della città.
Alcune lettere assicuravano che il movimento avrebbe avuto luogo que­st'oggi stesso. Staremo a vedere: certo è cbe vi è una necessità estrema di qualche fatto che colorisca il Paese, il quale per ora è buono a ciarlare o a dir j molto, ma Se ne sta Chiotto chiotto e tollera oltre ogni dovere.. Armi non mancano, ed in grande quantità vi furon fatte pervenire. Denari furono in­viati e non pochi: la truppa è per la maggior parte assicurata, ma per un sentimento di onor militare vuoi esser provocata, a ribeHarsI, e non provocare la ribellione del Paese.
Quanto alla flotta già glielo scrissi queste mane, essa si porrà, al primo colpo di cannone che sarà tirato iS città, sotto gli ordini di Peranno, cosic­ché tutto dipende dai Napoletani, i quali continuano a scrivere esser lm-ralnentlssima hi lotta. Certo è che l;i lotta vi sarà e grave, perchè i' -Reggimenti esteri sono fedeli e feroci, e codesti si batteranno. La partenza del Conte d'Aquila è un. fatto che non si capisce, e non si capisce perchè non è spon­tanea, ma imposta. Qua! motivo poteva avere il Governo per allontanarlo? mentre è noto come egli fosse uno 'del più fervidi zelatóri del nuovo ordine di cose e dei più accaniti contro l'antico? E il Conte di Siracusa? Sono In grado d'assicurarla aver egli in questi giorni scritto a Vittorio Emanuele dichiarandogli che Egli si considerava come '/ suo primo suddito dello nuove Provinole óho àgli andrebbe a gnadamrA, ti fatto -8 positivo. Dobbiamo credere alia buona fede di costoni? W un Borbone, e dei Borboni credo si posso, dire come del: (m<M esser eglino temibili anche quando arrecan doni.