Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; GUERRA 1848-1849
anno <1915>   pagina <584>
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584 Varim e aneddoti
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<tagli intellettuali, da coloro i quali volevano l'Italia libera dalla straniero e temevano, non senza ragione, che la pace volesse dite: ritorno degli antichi tempi, perdita delle recenti acquistate libertà, trionfo delParistocraia clericale sulla parte democratica del paese. Era finalmente voluta dallo stesso Re, desideroso di una rivincita, smanioso di provare fino all'estremo, che non poteva acquietarsi in una pace, anche se vantaggiosa, egli che aveva intrapresa la guerra nel nome d'Italia.
Di questo tragico momento, abbiamo trovato un'eco palpitante di interesse vivo e sincero, in alcuni scritti rinvenuta in un pri­vato archivio.
Sono poche lettere dell'agosto e del settembre 1848 scritte da uomini, che ebbero parte nel gran dramma. Sono lettere del regio-Intendente della Lomellina, il cav. Boschi, e del deputato per Mor-tara, Giovanni Jostà. dirette all'avvocato Severino Battaglione, de­putato per Dal asolisi (pella prima legislatura, e -primo ufficiale ' al ministro degli Intèrni.4
Era il Boschi un ottimo funzionario di quel ministeri e che il Plezza, ministro dell'interno aveva mandato, in quei giórni, come uomo di assoluta fiducia, in quel posto d'onore, sentinella avanzata di fronte al nemicòl II 1859 lo troverà Intendente Generale a Ver­celli, tutto intènto a favorire il passaggio da e per la Lombardia, degli emissari che Cavour manderà in quei giorni a preparare il terreno per la prossima guerra.3
Giovanni Josfci è un patriota del 21. JQ suo nome appare agii albori del movimento italiano. Egli è fra gli studenti torinesi che accorrono ad ingrossare la schiera del capitano Ferrerò a San Sai-vario. Lo vediamo poi esule, combattente in Spagna per la libertà, insegnante per vivere a Marsiglia. Bientrato in Piemonte, eletto deputato, siede a sinistra ed è tra i più accesi. Kònvi è questione che involga la difesa della libertà, del diritto d'italianità, che non sia da lui sostenuta strenuamente, anche quando la sua azione po­trebbe parere intransigente.
Ecco intanto la prima lettera del Boschi, scritta in quei giorni,
1 Chiamati In seguito segretari generali poi Sottosegretari di Stato.
2 Verrà poi chiamato dal Gioberti a primo Ufficiale al .Ministero degli Esteri noi Ministero Democratico del 16 dicembre 1848.
8 G. VISCONTI VMNOBTA, Bicordi di gioventù, Milano, Cogliati, cdit., 1904.