Rassegna storica del Risorgimento

anno <1930>   pagina <718>
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7i8 li Riaorgimonto Italiano
Artìcolo Mi V
Là Ntàstonv. del 19 Luglio 1860.
Grado interessante riportar* alcuni brani tfel discorso <U ifcor-d RuasoIL, Ministro degli Esteri nel Gabinetto Palmerston. pronunziato nel Luglio '6Q-alla Camera del Lorda-è che la; Raziona traduce dal Timèif probabilmente a cura di P. Pueeìonf;
*FoÌ non dobbiamo mai perdere . Sìstu il principia tìhe abbiamo, proclamato; e che consideriamo come sacro* che elo in quanto riguarda il Goveruo iuteriore di un Paese, li popolo di questo ne è il migliore giudice, e-che gli stranieri non debbono mai intervenire per costrìngere od opporsi a questa decisione. Sta al popolo di Sicilia fca 1 popolo di Napoli e ag­giungo perfino (come che una toflc asserzione possa, ferir qualcuno) sta al popolo dello Stato Romano dichiarare la forma di governo sotto lo qpolr :liw.fcfcL cogliono vìvere [vpplawtU Gl'Italiani presero animo da questa dir chlarazfone che il lor desiderio' era quello di essere annessi alla Sardegna.
il Govèfcno idi S. M.: Britannica pensò esser venuto il tempo in cui ra giusto di vedere se non nveniss,e maggiormente lasciar fare agli Italiani quello che ritenevano più opportuno.
Il Governo di S. M. M conseguenza proclamò il principio al quale si* mantiene fedele che ,gli Icariani levono? essere lasciati liberi di scegliersi il Governo che credono e che nessuna potènza straniera deve intervenire a far loro violenza.
Noi abbiamo veduto, che J; popoli che al riunirono al Regno di Sardegna non hanno mostrato intenzione tìt /trascorrere a tumulti.
Dal '4i8 al *59 1 popoli di Napoli è della Sicilia furono esposti non al Governo assoluto di un Monarca ed alla condotta dispotica del suoi Mi­nistri, ma all'arbitrio ed alla tirannia politica che converti in prigioni lej case di tutti, che spiava la gente per le strade, la seguiva nel santuario della vita domestica e diede in tuttì>.' Il Régno-tale uno spettacolo dt ti­rannia del quale appena abbiamo un esempio. {.Segni di approvazUme),
Quanto avvenne (la spedizione di Garibaldi) ebbe luogo alla nostra insaputa. Ignoro se fosse ad insaputa del Governo Sardo, ma eredo che questo la giudicasse come folle Impresa.
lo dissi j,irecedtuitiiaitìni;e. allorché, si qualificava Garibaldi da filibu­stiere, non sembrarmi un nome adatto ad uu uomo che andava per libe­rare'ini paese dalia schiavitù, e a farlo partecipe della libertà e del be­nessere-. Garibaldi per lo meno è uu uomo di carattere straordinario. Egli: sbarcò con mille, o con duemila uomini in Sicilia, e nel periodo di quindici: giorni 18.000 o 20.000 uomini del Re d! Napoli doverono sgombrar Palermo.
I qì'o.Hcìwn non potevano lagnarsi dì una violenta tirannide, ma hi To-