Rassegna storica del Risorgimento

anno <1930>   pagina <725>
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notttogfismy mgU saritH, nella aortHupotidonza M ÉH,WQ Puoùì<mi 7*5
svelto ed tolteli igonte toscano, aliti stupido ed Infingardo siciliano; passando per tutta la trafila dei lombardi dalle fanne atletiche, de' genovesi dal viso furbo, de" romagnoli; iseMnmazzatwi. ijfe* veneziani cingnettatori, d*' (piemon­tesi soviarcliirtijen, deè modenesi Imitatori et rtiUijuà K poi un involo di <<** Osa;/ inglesi e di parrucchieri francesi, e di rodomonti spagnoli e polacchi, angolosi, emigrati, di professione, ed ungheresi lunghissimi, montati sopra cavalli altìssimi e poi disertori ttpoletaul e vtìtoutai: Mant e poi specu­latori di ogni paese, fornitori, vendìtoriy compratori, incettatori,' éonvlneltori, poi le cosiddette xqnatlm, gente d'ogni risma e di ogni conio accozzata Insieme, spesso mezzo nuda, armata sempre, col cane del fucile a mezzo punto, e poi ragazzi (5000 figli di - cani nutriti a spese dello Stato, un fceo miUìam di per la strada) arruolati, armati di picche, scalzi, senza calzoni, mardanti aÉ- uso soldati, con una mutria tanto fatta, e poi invalidi e poi ghindarmi, e poÌ::fraltì. eott la tonaca rivolta alla vita, come 1 tavoleggianti di eafCè fanno del grembiale, e via via discorrendo un cibreo di ogni genere e di ogni' sozza da far ridere e piaugere e ammirare al teinpo stesso. Tutta questa gente veèto a modo suo,, e tu vedi uniformi rosse e bleu, e verdi e gialle e nere e di vel­luto e di tela e di lana, e fatte a bluose e fatte a soprabito e fatte a mantello; e chi le tiene, fuori dei pantaloni e chi dentro i pantalóni, e chi col berretto,: e ehi .col cappello, e ehi; con. la perni? e ehi aenza penna, poi ci sono quelli in maniche di camicia e quelli con camicia senza maniche, e quelli senza scarpe, e ci sarebbe da non finirla più. La popolazione è fiera; ma di coraggio non belllo>.. feroce: contro i birri, ha durato un pezzo a ammazzarsene una mezza dozzina per giorno, a trascinare 1 cadaveri per le strade senza che ci fosse modo di Impedire questo sconcio : in generale non possiamo dir gran bone dei siciliani. Sono molto Indietro per civilizzazione, non si piegano a far vera­mente il soldato, si battono bene finche possono sparare il fucile di dietro a un. muro o a un albero... infingardi, fiacchi alla fatica. Mi direte e la rivolu­zione? La rivoluzione al solito ha più voee che fatti, nonostante ha il suo merito, perchè fatta al solito dietro 1 muri. Perciò riuscì, durò, poi venne Garibaldi e fece II resto. La gente assennata del Paese non si illude, e dice che senga Garibaldi la: risoluzione non avrebbe durato. Quel che fa buono al cuore E( vedere U Olerò tutto buono, tntelllgeutei, devoto alla rivoluzione Tu vedessi a Palermo le fraterie al gran completò uscir dal Convento col piccone sulla spalla* colla banda e la croce >lu testa e andare a dar opera di demolizione al Castello, brutto e schifoso monumento del dispotismo bor-bonlco! Garibaldi e l'idolo di tutti e tuM gli griflanoevvivav Beninteso Che nessuno lo chiama col suo wme. il popoli io chiama Mbbardo, la gente colta i* f borghesi del paesi Civilizzati 3*>ve capitano giornali lo chiamano Gartvaritv, gli Arcivescovi 6 laseóvl della Cicilia lo chlamauo Gnimlbaldl. Più in là non