Rassegna storica del Risorgimento

anno <1930>   pagina <734>
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Ala quesiti inuvLmeMto rtwaiTà.? t'erto è die pratiche l fecero, w al fuano* per promuoverlo: imiv per il poco ardire dui Paese, o per l'incertezza deile-truppe nulla per ora succede. Bisogna quli'dl tentare un grati colpo; bisogna comprare olla causa nostra il Pianell ministro delia' Guerra tf Napoli, lite scirouo infruttuosi l primi tentativi. Ora li Cavour ha inviato m destro ne­goziatore! tal Ftnzi, elle credo aia deputato lombardo}, jeon umpi poteri e sen­za nessuna limitazione, ili somma. Vedremo se i resultati saranno migliori. Ella intende che guadagnato il capo dell'Esercito, la questione entra in una via in cui più facile è risolverla. Speriamo dunque: ma ripèto, che questo-temporeggiar di Napoli ini fa paura. Ohe ne pensa leiV
I*a prego di tutta la segretezza di cui Ella è capace rispetto alla missio­ne del Pinzi. E fo punto., Ella mi dira, forse che questa lettera somiglia ad im rl3èolo di giornale, ina ho votolo dirle quale è la mia opinione intorno alle cose nostre. Sarei ansioso di conoscer la sua e quella di Nando.
P. P.
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L'incaricato d'affari del Governo provvisorio di Sicilia
presso la Corte di Torino Genova, 23 Agosto '60.
al Sig. Aw. P'* Pnccioni, In questo momento io non ho nessuna spesa da fare di conto del Governa Siciliano, quindi V. s. può bene ritenere presso di sé la somma di denaro-fratto della recita data dagli alunni della Società d'incoraggiamento. In appresso la pregherò del modo come, mandarmi la somma suddetta. I miei ossequi al March. Bartolommei e mi abbia suo dev.rao
Miohele Amari.
Giuseppe De "Vincenzi insieme ad altri tentò un pronunciamento del­l'esercito napoletano per la rivoluzione, a somiglianza di dò che avvenne in Toscana: Nunziante era d'accordo con Cavour e lo sosteneva, ma il pronnn-demento non riuscì, perchè Pianell vi si oppose recisamente.
La sola azione efficace dei mandatari di Cavour fa quella di promuovere-l'insurrezione nelle provinde, dando occasione al Ministro di compiere la spe­dizione nelle Marche e nell'Umbria* onde impedire die la rivoluzione capi­tanata da Garibaldi irrompesse anche nel Patrimonio di San Pietro.
A conforto dell'inutile tentativo fatto per conquistare- Pianell alla riso­luzione, De Cesare i opera citata) narra che Mariano d'A vaia, suo vecchio-amico, andò a proporgli la dedizione dell'esercito alla causa' Nazionale, come avvenne in Toscana, ma ne ebbe ih risposta : 1 tuoi ragionamenti sono troppo sottili ed lo non grintendo-p.
il Generale, quando fu costretto a lasciar 11 Ministero per li suo vivo dissenso colla Corte e col colleglli, si recò in Francia autorizzato dal suo­lile, e soltanto quando fu adotto dal giuramento, indirizzò una nobile lettera ni Conte di Cavour offrendo di servirò nell'Eserdto Italiano eolla stessa, fede e lealtà colla quale aveva obbedito al suo primo Sovrano.
-li 'V-fetfi De Cesare top. dt., Voi. II, pog. 300).