Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1930
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pagina
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737
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segna delle armi sarebbe stata faìfitit sabato decorso. A tutto stamani code sta promessa non era mantenuta.. IJolfl propone nuove transazioni. 11 Gò- verno sembra proclive ad accettarle; In questo mentre soprnggiunge l'attesto è tutte le Conciliazioni vanno all'aria.
Beco ora le condizioni in cui si trovano i nostri sapientissimi governanti. Nicotera nega di scendere ad ogni trattativa, dice: sono arrestato fate .fi me quel etìe volete. Io non mi occupo di altro. Dolfl, gabbato egli pure daiU l'arresto, fa come Pilato - si lava le mani di tutto questo imbroglio.
Alti! che era entrato conciliatore fa lo stesso. Intanto 1 volontari, messi su dagli l'itììGiali, dichiarano netto e tondo che le armi non le vogtton eonse gnare.
Ora 0 a Governo bisogna che ceda, e isarà una bella figura la sua, 0 bisogna che disarmi con la fpjwja quel corpo da lui stessa armato' - e sarà un bell'imbroglio, senza contar la gravita delle conseguenze che- questo disarmo può arrecare, mentre gii Ufficiali :<É.e comaBaatìó il OOìÉò sono tutti ostili, allo stato attuale delle cose e son gente da incitare i loro militi alla resistenza.
Ora fra I militi vi è del buono, ma vi anche del pessimo* -*i -pessimi non. hanno nulla da perdere, e come tali si presteranno alle voglie del loro Ufficiali, n Governo raccoglie sciò che jlia; seminato.. Da ógni jjairte eraugli piovratìi avvisi Che lo sconsigliavano rls'Ua formazione del campo. Da ogtJ parte avvisi di affrettarsi a mandar' -via1 via questa gente. Ora che si tratta di mandarli via comincia a àhicwncr sui indo. Vuol disarmarli, perche dice che non è un corpo riconosciuto, e lo dice di' Governo che gli ha armati.
1.1 Giovanni Nicotera, di cui comparisce c la prima volta II nome nell'epistolario, e sotto aspetto poco favorevole, divenne pih intimo amico del Faccioni. Entrato 'Ua Camera nella legislatura Vili, fu degli ultimi ad abbandonare la pregiudiciale repubblicana, ma la abbandonò per completa convinzione e con perfetta lealtà. Le sue idee si modificarono col volger degli anni accostandosi a quelle di mio Padre, col quale quasi sempre si trovò unito nelle votazioni parlamentari più importanti dal 18 Marzo '76 In poi.
Fu udo Padre uno dei snol disinteressati difensori, nel processo di diiffa inazione che egli, Ministro dell'interno, sporse contro la Gazzetta d'Italia che lo aveva accusato di aver tradito i propri compagni di prigionia nel Processo svoltosi avanti la gran Corte di Salerno in segnato alla spedizione di Pisaeane .a Baprt. La difesa di mio ipadre costituisce una delle sue più belle orazioni sia per dialettica, che per forma squisitamente elegante.
Giovanni Nicotera servi devotamente la Patria per la' quale aveva com battuto lui fiutte fe campagna è aveva sofferto per diversi anni la galera nelle orrende fosse della Favlgnana e consumato È patrimonio avito. Pur essendo stato due volte Ministro dell'Interno mori povero: il che dimostra la tempra: degli; Uomini del Risorgimento, dei inali potrà discutersi llndi-rizzo politico, ina non il disinteresse e l'amore per l'Italia.