Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; GUERRA 1848-1849
anno <1915>   pagina <587>
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Varietà e aneddoti 587
Da questa lettera appaiono una volta di più, le difficoltà di fronte alle quali si trovarono coloro che in quei giorni avevano il grave compito di dirigere il governo piemontese.
Quei ministri liberali trovavano nei dipendenti sorda ostilità. Odi mntare repentino delP indirizzo governativo, non eira mutata, né lo poteva essere, la burocrazia alta e bassa. I funzionari che dovevano la loro nomina ai passati governi, erano ligi ai vecchi sistemi, ed.alle persone che li rappresentavano, e vedevano con mal celata ostilità, alla direzione della cosa pubblica, nomini il cui nome oscuro fino a ieri, non aveva nessuno di quei titoli al­tisonanti che, per inveterata abitudine, erano soliti a venerare.
Questa ostilità che si rivelava nella tardanza della esecuzione degli ordini ricevuti, nella cocciuta e tradizionale meticolosità bu­rocratica piemontese, si esplicava anche nei modi più meschini, e caricature e scritti umoristici ed anche osceni, apparivano sui muri degli stessi corridoi ministeriali, all'indirizzo dei monsu che erano succeduti ai conti e ai marchesi, nella direzione degli uffici.
In Piemonte i disastri della guerra sorprendevano il ministero Casati sorto il 28 luglio per la spinta democratica ed anticleri­cale della maggioranza parlamentare, e lo obbligavano a dimet­tersi. I/opinione pubblica rifattasi, in quegli oscuri giorni, muni­cipale, male avrebbe potuto sopportare un ministero dove erano un Gasati ed un Durini milanesi, un Gioia piacentino, un Paleo­capa veneto, un Pareto e un Ricci genovesi, ai quali s'aggiun­gevano con il Col legno, il Plezza ed il Lisio, Rattazzi e Gioberti piemontesi ; questi ultimi due rappresentavano il partito avanzato ed intransigente verso lo straniero. JSiè' costoro avrebbero potuto piegarsi a transazioni che ritenevano contrarie al decoro della nazione.
Riusciti vani i tentativi di comporre un ministero con Gio­berti, poiché questi voleva la guerra e l'accordo e l'aiuto fran­cese, sorgeva il ministero Alfieri di Sostegno, di cui era anima Pier Dionigi Pinelli, e che assumeva spiccato carattere di quel municipalismo che caratterizzò allora e per parecchi anni ancora, il partito liberale conservatore piemontese.1
1 II nuovo ministero sembra bene intenzionato, ma pochi si fidano, non ha la confidenza pubblica finora : vi sono entro elementi ohe fanno dubitare della loro sincerità. Carteggio Casati, op. alt.